ROMA (Public Policy Bytes) – Gli spot istituzionali generati o modificati con l’ausilio dell’intelligenza artificiale devono essere “sempre chiaramente identificabili” come tali. A chiarirlo è una circolare del dipartimento per l’Informazione e l’editoria, relativa agli spazi concessi a titolo gratuito sulle reti TV e radio della Rai. L’intento, si legge nel testo, è “preservare l’autenticità e la credibilità della comunicazione istituzionale attraverso l’impiego di voci e interpreti umani e di salvaguardare l’occupazione nel settore della produzione culturale”.
L’uso dell’IA per la produzione di suddetti contenuti, precisa il dipartimento, è consentito “esclusivamente per gli spot realizzati in grafica, in animazione o con l’utilizzo di footage di repertorio”, oppure nei casi in cui l’IA sia stata utilizzata unicamente in fase di post-produzione di spot girati con attori reali. In tali casi, sottolinea la circolare, è comunque necessario apporre l’etichetta “realizzato con contributo IA”, che dovrà essere riprodotta sullo spot per almeno 7 secondi dal suo inizio. Resta in ogni caso fermo che non è consentito l’utilizzo di voci generate con l’IA e pertanto l’audio degli spot deve sempre essere realizzato con voci di attori, speaker o doppiatori umani. Parimenti, non è consentito l’utilizzo di attori generati con l’IA.
Nei casi di spot la cui produzione sia in corso e i cui contratti prevedono la possibilità di realizzazione esclusiva con l’IA, già commissionati da parte delle amministrazioni e che perverranno al dipartimento entro il 31 luglio 2026, sarà eccezionalmente consentita la diffusione degli stessi, comunque non oltre il 30 settembre 2026 – conclude la circolare. (Public Policy Bytes) DVZ




