Il Governo pensa a ritoccare la norma sull’anticipo d’imposta dei big dell’energia

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ROMA (Public Policy) – Stando a quanto apprende Public Policy, è possibile che in commissione Finanze alla Camera venga approvata una modifica al dl Carburanti per rendere più chiara, ai fini fiscali, la classificazione delle società energetiche alle quali viene chiesto un anticipo d’imposta del 39% sugli utili la cui distribuzione è stata deliberata nell’esercizio 2025.

Il correttivo sarebbe contenuto all’interno di uno dei subemendamenti depositati martedì in commissione Finanze dove il Governo ha presentato l’emendamento per far confluire gli ultimi due dl Carburanti all’interno del primo.

Una confluenza che porta con sè anche la misura del versamento anticipato delle ritenute sugli utili deliberati da grandi gruppi energetici introdotta con l’ultimo decreto e che riguarda le società controllanti che, “sulla base dell’ultimo bilancio consolidato approvato, abbiano conseguito ricavi consolidati complessivi superiori a euro 20 miliardi e svolgano, direttamente oper il tramite delle imprese comprese nel perimetro di consolidamento, attività di estrazione, produzione, importazione definitiva o introduzione nel territorio dello Stato da altri Stati dell’Unione europea, raffinazione, trasformazione, stoccaggio, trasporto, distribuzione, commercializzazione o vendita di petrolio greggio, di prodotti petroliferi, di gas naturale, anche liquefatto,o di altri prodotti energetici nonché di energia elettrica”.

Tali società, secondo la norma introdotta dall’Esecutivo, entro il 30 novembre di ogni anno dovrebbero anticipare il 39% dell’ammontare delle ritenute e delle imposte sostitutive. (Public Policy) GPA