ROMA (Public Policy) – Era fissato a lunedì alle 15 il termine per gli emendamenti in aula alla legge elettorale, ma il termine slitterà alla prossima settimana, probabilmente al prossimo martedì e, comunque, a 24 ore prima dell’esame in aula del testo. Argomento che sarà al centro della Conferenza dei capigruppo già convocata alla Camera per mercoledì.
Secondo quanto apprende Public Policy, la maggioranza ha comunque già depositato 3 emendamenti unitari, che i presentatori definiscono ”super tecnici”, legati ad aspetti della scheda e a ulteriori chiarimenti sui meccanismi per l’assegnazione del premio. Non c’è, al momento, l’emendamento sulle preferenze, né un intervento per il voto fuori sede. Sulle preferenze, in particolare, sarebbero ancora in corso i confronti interni alla maggioranza. Nessuna proposta sul tema è infatti arrivata, al momento, neppure da Nm.
FdI avrebbe inoltre presentato un emendamento, a firma del deputato Alessandro Urzì, sul perimetro del collegio senatoriale Bolzano Bassa Atesina e una modifica tecnica sul fatto che per il Senato (dove in Trentino-Alto Adige vi sono collegi uninominali) il voto non è collegato a liste ma a contrassegni.
Gli emendamenti unitari e tecnici depositati dal centrodestra riguardano l’aspetto delle schede elettorali nel caso in cui una lista non abbia presentato candidature in tutti i plurinominali; una correzione sui meccanismi di attribuzione del premio al Senato nel caso di superamento del tetto e, infine, un chiarimento sui meccanismi di attribuzione dei seggi premio qualora una coalizione non disponga di tutti i candidati previsti per le liste circoscrizionali.
“Nel caso in cui una lista singola non abbia presentato candidature in tutti i collegi plurinominali della circoscrizione, nei collegi plurinominali in cui non sono state presentate candidature la scheda di votazione e il manifesto non recano nemmeno la lista circoscrizionale da tale lista presentata ai fini dell’attribuzione del premio di governabilità. In caso di liste coalizzate, la disposizione si applica ai collegi plurinominali nei quali nessuna delle liste coalizzate abbia presentato candidature“, si legge nell’emendamento depositato.
Poichè la norma prevede che ciascuna lista non debba necessariamente presentare candidature in tutti i collegi, ma “in almeno due terzi di essi, a pena di inammissibilità”, l’emendamento, secondo quanto si legge nella motivazione, disciplina espressamente quale debba essere l’aspetto della scheda e del manifesto nei casi in cui una lista non si sia presentata in tutti i collegi.
Il secondo emendamento, si legge nella motivazione presa in visione da Public Policy, “corregge una imprecisione relativa al meccanismo di assegnazione dei seggi a livello di collegio plurinominale al Senato”.
Le procedure previste in caso di correzione della distribuzione proporzionale dei seggi dovuta al superamento del tetto dei 113 seggi complessivi per coalizione prevedevano infatti che “dopo aver assegnato i seggi tra gruppi di liste (di maggioranza e di minoranza) sulla base delle parti intere dei quozienti di attribuzione”, si procedesse “con le maggiori parti decimali e, in caso di parità di parte decimale, che il seggio fosse assegnato al gruppo di liste che avesse conseguito la maggiore cifra elettorale circoscrizionale”. Tale previsione viene corretta per far sì che, coerentemente con il meccanismo previsto per la ripartizione ordinaria dei seggi, in caso di parità di parte decimale, il seggio sia asegnato alla lista che abbia conseguito la maggiore cifra elettorale di collegio (e non, appunto, circoscrizionale).
Infine, la terza limatura, nel testo preso in visione da Public Policy, prevede che, “qualora, per qualsiasi motivo, la coalizione o lista singola cui è attribuito il premio di governabilità non disponga del prescritto numero di candidati all’interno delle liste circoscrizionali presentate ai fini dell’attribuzione del premio di governabilità”, nelle circoscrizioni in cui tali candidati difettino, e “limitatamente al numero di candidati mancanti”, l’Ufficio centrale nazionale assegni i seggi corrispondenti facendo ricorso ai candidati delle liste di partito collegate, presentate nei collegi plurinominali della circoscrizione in questione. In caso si riveli necessario, si apprende dalla relazione, è previsto un meccanismo che consente di reperire candidati anche in altre circoscrizioni. (Public Policy) MAR





