Legge elettorale, cosa prevede l’emendamento FdI-Nm-Udc sulle preferenze

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ROMA (Public Policy) – “Ogni elettore dispone di un voto da esprimere su un’unica scheda recante il contrassegno di ciascuna lista, corredato dei nomi dei candidati nel collegio plurinominale e dei candidati delle liste circoscrizionali presentate ai fini dell’eventuale attribuzione del premio di governabilità. Ogni elettore, inoltre, può esprimere fino a tre preferenze in favore di candidati nel collegio plurinominale della lista votata tra quelli che non sono capolista. Il voto di preferenza si esprime tracciando un segno nel quadrato posto a fianco del nome e cognome del candidato prescelto, riportato nell’apposita colonna a fianco del contrassegno di lista. Nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista”.

È quanto prevede l’emendamento alla legge elettorale presentato da FdI, Nm e Udc, a firma, si apprende, dei deputati Augusta Montaruli (FdI), Franco Tirelli (Nm-Maie) e Lorenzo Cesa (Udc).

“La scheda reca, entro un apposito rettangolo, il contrassegno della lista. A fianco del contrassegno, nello stesso rettangolo, sono elencati i nomi e i cognomi dei candidati nel collegio plurinominale secondo il rispettivo ordine di presentazione. Ad eccezione del capolista, il nome e cognome di ciascun candidato è preceduto da un quadrato ove poter esprimere un segno indicante il voto di preferenza”, si legge ancora nell’emendamento.

“Il voto di preferenza per i candidati nel collegio plurinominale, ad eccezione del capolista, si esprime tracciando un segno nel quadrato posto a fianco del nome e cognome del candidato prescelto; nel caso di più preferenze espresse, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e della terza preferenza nell’ordine di lista”.

“L’elettore può esprimere fino a tre preferenze per i candidati nel collegio plurinominale appartenenti alla medesima lista, escluso il capolista”, si legge. In sostanza, dunque, la proposta depositata prevede il capolista bloccato e la possibilità, per l’elettore, di esprimere fino a 3 preferenze all’interno della lista plurinominale redatta dai partiti tracciando un segno accanto al nome e al cognome del candidato nella lista. Se si esprime più di una preferenza, vanno indicati candidati di sesso diverso.

Quanto alla composizione della lista per il plurinominale, resta il tetto delle pluricandidature fissato a un massimo di 5 collegi. “Il numero dei candidati è, in ogni caso, pari a sette, compreso il capolista”.

“Nella successione dei candidati delle liste nei collegi plurinominali, il candidato che segue immediatamente il capolista può essere dello stesso genere del capolista medesimo. A pena di inammissibilità, i candidati, a partire dal candidato che segue immediatamente il capolista, sono collocati secondo un ordine alternato di genere”, prosegue l’emendamento, che dunque mantiene l’alternanza di genere, ma ad eccezione del passaggio dal capolista bloccato agli altri componenti della lista.

L’emendamento contiene anche le modalità di espressione di un voto valido e di conteggio delle preferenze personali. “A parità di cifre individuali, prevale l’ordine di presentazione nella lista“, si legge.

“Il deputato eletto in più collegi plurinominali in posizione di capolista e in altra posizione è proclamato nel collegio nel quale è eletto in posizione di capolista. Se eletto in più collegi plurinominali in posizione di capolista, è proclamato nel collegio nel quale la lista cui appartiene ha ottenuto la minore cifra elettorale percentuale di collegio plurinominale. Se eletto in più collegi plurinominali in posizione diversa da quella di capolista, è proclamato nel collegio nel quale ha ottenuto la maggiore cifra elettorale individuale percentuale di collegio plurinominale. Il deputato eletto nella lista di candidati presentata ai fini dell’attribuzione del premio di governabilità e in uno o più collegi plurinominali si intende eletto nella lista di candidati presentata ai fini dell’attribuzione del premio di governabilità”, si legge ancora nell’emendamento. (Public Policy)

MAR