La riforma del settore Carburanti, nel nuovo ddl Concorrenza

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ROMA (Public Policy) – Il titolo autorizzativo per l’installazione e l’esercizio di impianti di distribuzione dei carburanti, “è rilasciato dall’Ente territorialmente competente ai soggetti che dimostrano di essere in possesso dei seguenti requisiti: a)capacità tecnico-organizzativa ed economica necessaria a garantire la continuità e la regolarità nell’espletamento del servizio pubblico essenziale di distribuzione di prodotti energetici e servizi destinati all’autotrazione; b)insussistenza delle condizioni soggettive ostative previste dall’articolo 94 del codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36 (frodi, delitti e cause di esclusione automatica dai contratti pubblici, ndr); c)rispetto della legislazione in materia contributiva, nonché applicazione dei contratti dei lavoratori dipendenti e del contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) di settore, previa esibizione del documento unico di regolarità contributiva (Durc)”.

È quanto si legge nella bozza del ddl Concorrenza presa in visione da Public Policy. Il disegno di legge, come preannunciato nei giorni scorsi dal titolare del Mimit Adolfo Urso, recepisce in sostanza la riforma del settore carburanti ed è atteso in Cdm entro il mese di luglio.

“Il rilascio dell’autorizzazione è subordinato alle verifiche in materia di documentazione antimafia“, si legge ancora.

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MAR