(Public Policy) – Roma, 8 nov – “Partiamo bene. Per
un’autoriforma della democrazia interna, oltre il
tesseramento selvaggio”. Questo lo slogan dell’appello
online (partiamobene.it) di un gruppo di militanti e
simpatizzanti del Partito democratico. Tra loro, Gigi
Poletto e Giuseppe Peronato, dell’assemblea nazionale, e
Giacomo Possamai, vicesegretario nazionale dei Giovani
democratici (Gd).
L’APPELLO IN VISTA DEL CONGRESSO 2013
“Se è vero che, solo fra i tanti, il Pd ha deciso di
superare l’ipotesi leaderistica e di organizzarsi in senso
collegiale e popolare – si legge – è d’altro canto corretto
chiedersi se il Pd così come è oggi organizzato garantisca a
suoi iscritti una reale applicazione dell’articolo 49 della
Costituzione (Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi
liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico
a determinare la politica nazionale)”.
“Da più parti nuovi populismi cercano di saldare alla
crescente crisi sociale l’idea che le istituzioni
rappresentative siano un mero orpello […] Il Partito
democratico deve raccogliere la sfida […] Oggi, un
cittadino che si avvicinasse si iscrivesse al Pd potrebbe
realmente incidere sulla sua linea politica?”
I promotori di “Partiamo
bene” chiedono innanzitutto di risolvere il problema del
“tesseramento gonfiato”: “Si potrebbe adeguare – scrivono –
il sistema di tesseramento italiano a quello dei grandi
partiti europei, in cui non si registrano fenomeni analoghi.
Iscrizione online, pagamento non in contanti e
centralizzato, invio postale: le possibili innovazioni sono
a portata di mano”.
“Un secondo problema – per i promotori – si verifica poi
nelle modalità congressuali. Ad ogni livello, il Congresso
si è trasformato in un luogo in cui più che parlare della
linea politica dell’organizzazione si battaglia fra cordate
interne, mirando a conquistare più posti possibili negli
organi dirigenti […] Da questi problemi è sorta l’opzione
delle primarie come strumento di selezione della dirigenza
del partito”. Ma queste “hanno lasciato intatte tutte le
tendenze di degenerazione della democrazia interna di cui
stiamo parlando”.
Per i promotori “serve innanzitutto la costituzione di un
vasto schieramento di forze all’interno del Partito che
prema per una profonda autoriforma interna, anche a costo di
rompere antiche posizioni consolidate e stanche
consuetudini. Le soluzioni per i problemi che poniamo in
questo appello ci sono, basta volerle applicare. Un nuovo
regolamento del tesseramento, una revisione dello statuto e,
infine, nuovi e innovativi metodi di intendere il rapporto
fra partito e movimento progressista italiano”. (Public
Policy)
GAV



