Il blitz (fallito) della Lega sulla proroga delle concessioni

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ROMA (Public Policy) – “In ragione dei danni alla fascia costiera provocati dal processo di progressiva erosione della costa, nonché dagli eventi meteorologici di eccezionale intensità che hanno colpito in particolare il territorio della regione Calabria, della regione Autonoma della Sardegna e della regione Siciliana a gennaio 2026, per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza con delibera del Consiglio dei ministeri 26 gennaio 2026, al fine di incentivare immediati interventi di messa in sicurezza e mitigazione dell’erosione costiera, anche con investimenti privati a medio termine che consentano il regolare avvio delle attività turistiche estive, le concessioni” demaniali marittime e i rapporti aventi ad oggetto la gestione di strutture turistico-ricreative e sportive in aree ricadenti nel demanio marittimo per effetto di provvedimenti successivi all’inizio dell’utilizzazione, “possono continuare ad avere efficacia fino al 30 settembre 2030”, “ovvero fino al 31 marzo 2031” per le concessioni in scadenza entro il 31 marzo 2028, “a condizione che l’ente gestore e il concessionario, con appositi atti aggiuntivi all’atto di concessione, individuino gli investimenti indifferibili e necessari per assicurare il ripristino delle aree demaniali, il recupero dei beni danneggiati e la continuità dei servizi anche in considerazione dell’esigenza di garantire idonee condizioni di sicurezza agli utenti, e che il periodo di ammortamento di tali investimenti ecceda, rispettivamente, il termine del 30 settembre 2027 ovvero del 31 marzo 2028”. Tali disposizioni “si applicano anche alle concessioni interessate da ulteriori dichiarazioni dello stato di emergenza adottate entro il termine del 30 settembre 2027 ovvero, nelle ipotesi” di concessioni in scadenza non oltre il 31 marzo 2028, “del 31 marzo 2028”.

È quanto si legge in un emendamento della Lega al di Commissari (o dl Infrastrutture) approvato mercoledì in commissione Ambiente al Senato e successivamente cassato dalla commissione Bilancio.

Fonti di maggioranza avevano spiegato, a Public Policy, che non si trattava di una proroga “né automatica né tecnica” delle concessioni, ma di una proroga prevista per i soli territori per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza “o colpiti da fenomeni di erosione”, con l’obiettivo di “mantenere la continuità dell’esercizio”.

Dal centrosinistra avevano subito accusato il testo di essere “volutamente criptico”, con l’obiettivo in realtà di “una proroga tout court”. Le stesse fonti di csx avevano fatto notare a PP come, benché l’ultima parte della proposta emendativa faccia riferimento ad “ulteriori” dichiarazioni dello stato di emergenza, la prima parte del testo, pur richiamando i fenomeni di erosione costiera e gli eventi calamitosi che hanno colpito Calabria, Sicilia e Sardegna, “non circostanzi” la proroga ai soli territori per i quali sia stato dichiarato appunto lo stato di emergenza, risultando dunque una proroga “destinata a tutti”. (Public Policy) GIS