ROMA (Public Policy) – Slitta di una settimana l’approdo nell’aula della Camera del dl Bollo auto, il provvedimento con cui il Governo ha introdotto l’esenzione del pagamento del bollo per il 2027. Il decreto però è stato anche l’ultimo intervento normativo adottato dall’Esecutivo per ridurre il prezzo dei carburanti rinnovando lo sconto sulle accise (seppur ridotto a 6 centesimi) fino allo scorso 5 ottobre.
Motivo per cui il testo, all’esame della commissione Finanze di Montecitorio, è stato considerato un canale normativo adatto per alleviare la situazione degli autotrasportatori dopo giorni di blocchi e disagi. Tanto che mercoledì scorso il Governo ha depositato un emendamento per stanziare 126,4 milioni di euro a favore del credito di imposta per l’acquisto di gasolio effettuato da marzo ad oggi dagli autotrasportatori.
La proposta normativa però è stata accantonata durante le votazioni in commissione per valutare se renderla parte di un decreto ad hoc per il settore. E così è stato. Giovedì scorso, infatti, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto nel quale è confluito l’emendamento che, quindi, destina 66,4 mln per le spese sostenute da marzo ad agosto e 60 mln per quelle sostenute dal 1° settembre al 5 ottobre. Risorse alle quali si aggiungono i contributi a fondo perduto riservati alle imprese agricole (60 milioni di euro) e a quelle della pesca (altri 10 milioni).
Superato il nodo autotrasporto, almeno sotto un profilo normativo, in commissione resta da affrontare quello sul bollo auto. Oltre a Fratelli d’Italia, infatti, anche Noi moderati e Azione hanno firmato emendamenti per estendere l’esenzione ai veicoli con potenza superiore a 80 kW per le famiglie numerose. Al momento le proposte di modifica sono state accantonate. In base a quanto emerso mercoledì, infatti, sta prendendo corpo l’ipotesi di intervenire direttamente in legge di Bilancio.
Tra gli emendamenti in questione c’è quello a prima firma del presidente della VI di Montecitorio, Marco Osnato (FdI), che punta ad estendere l’esenzione alle famiglie “con più di tre figli, di cui almeno uno minorenne”, riconoscendo per il 2027 un “contributo”, pari alla spesa sostenuta per il bollo, fino a un massimo di 490,20 euro per i veicoli fino a 160 kW omologati “da sei a nove posti”.
Rientrano tra le proposte accantonate, in attesa di ulteriori valutazioni del Governo, anche quelle con cui Noi moderati e Azione chiedono di aumentare da 80 kW a 130 kW la potenza massima dei veicoli per i quali si può usufruire dell’esenzione, ma solo “per le famiglie con almeno due figli a carico”.
Un secondo emendamento di Azione, anche questo accantonato, propone invece di riconoscere l’esenzione per le autovetture con potenza superiore a 80 kw limitatamente ai “nuclei familiari con almeno tre figli fiscalmente a carico”. In tal caso, però, l’esenzione verrebbe “riconosciuta fino a concorrenza dell’importo della tassa automobilistica dovuta per un’autovettura di potenza pari a 80 kW, restando dovuta la quota di tassa riferibile alla potenza eccedente tale soglia”, si legge nella proposta di modifica.
Le votazioni in commissione riprenderanno mercoledì, mentre il testo dovrebbe arrivare in aula il 2 novembre. Sarà la conferenza dei capigruppo di Montecitorio, in ogni caso, a delineare l’iter dell’esame in assemblea. (Public Policy) GPA





