BRUXELLES (Public Policy Europe) – Mercoledì 22 luglio, gli ambasciatori degli Stati membri nell’Ue, riuniti nel Coreper, terranno un primo esame sommario della proposta di revisione dell’Ets, avanzata dalla Commissione europea. Qualche giorno dopo, venerdì 24, i ministri dell’Unione europea potranno tenere una prima discussione politica al Consiglio informale in programma a Dublino.
Le capitali stanno ancora studiando la proposta a livello tecnico. Tuttavia, appare chiaro come in seno al Consiglio la discussione sarà molto difficile. Le posizioni sono polarizzate tra due gruppi di Stati: gli industrialisti, che vorrebbero concedere alle imprese più quote di emissione, guidati da Italia e Polonia, a cui hanno aderito anche Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Romania e Slovacchia; e gli ambientalisti, che vorrebbero mantenere una ambizione alta dal punto di vista climatico del sistema Ets, formata da Spagna, Danimarca, Svezia, Finlandia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo.
Nelle ultime settimane, da questi Stati membri sono arrivati diversi documenti di posizione per cercare di influenzare la proposta della Commissione europea. Nel mezzo, ci sono Germania e Francia, che non hanno sottoscritto nessuno dei documenti di posizione, e che hanno posizioni in comune con entrambi gli schieramenti. Nemmeno Austria, Belgio, Croazia, Lettonia, Lituania, Malta e Slovenia si sono schierati apertamente, mentre l’Irlanda non lo ha fatto perché nei prossimi sei mesi dovrà quidare i negoziati interni al Consiglio, in quanto detentore della presidenza di turno Ue.
Per essere approvata, la posizione negoziale del Consiglio Ue dovrà ottenere il sostegno della maggioranza qualificata, ovvero almeno 15 paesi su 27, rappresentanti di almeno il 65% della popolazione totale dell’Unione. Ad oggi, ognuno dei due schieramenti è in grado di formare una minoranza di blocco. Questo renderà i negoziati della presidenza irlandese molto difficili, proprio come è successo durante l’esame della proposta di revisione della legge climatica per introdurre l’obiettivo climatico 2040. A questa difficoltà si unisce l’obiettivo ambizioso della presidenza irlandese di raggiungere un accordo entro il Consiglio Ue Ambiente dell’11 dicembre.
Tra i punti più sensibili della proposta, c’è sicuramente quello delle quote gratuite e del ricorso ai crediti internazionali. Anche il fattore di riduzione lineare e i meccanismo di finanziamento avranno un ruolo centrale dei negoziati avvenire. (Public Policy Europe) NAF





