di Marta Borghese
ROMA (Public Policy) – Si compone di 32 articoli la bozza del ddl Sicurezza, licenziato martedì scorso dal Cdm, presa in visione da Public Policy. Un ddl recante “disposizioni in materia di sicurezza e per la prevenzione del disagio giovanile, nonché di ordinamento, organizzazione e funzionamento delle forze di polizia e del ministero dell’Interno”, che in parte integra decisioni già assunte nell’ultimo dl Sicurezza e in parte, come spiegato dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi in conferenza stampa, riprende un testo già esaminato “in primo esame” dal Cdm nel febbraio scorso, su cui era poi stato necessario avviare approfondimenti sia per motivi di copertura sia, ha spiegato il ministro, “per allineamenti di equa ordinazione tra forze di polizia”.
Il ddl, inoltre, torna anche su misure in parte disciplinate da altri provvedimenti, ad esempio l’estensione delle procedure accelerate di sgombero, materia disciplinata anche dal ddl Sgomberi o ddl Rilascio immobili, licenziato dal Cdm contestualmente al dl Piano Casa e già incardinato in commissione Giustizia al Senato senza tuttavia che l’esame sia ancora entrato nel vivo.
DIVIETO DI AGGREGAZIONE CON AVVISO ORALE QUESTORE
Il primo capo del provvedimento, almeno nella bozza visionata, reca disposizioni in materia di sicurezza. Tra queste, aveva spiegato Piantedosi, la “nuova ipotesi di avviso orale da parte del questore con cui si dispone il divieto di aggregazione in circostanze tipo la movida che danno luogo a situazioni che costituiscono grave minaccia per l’ordine e la sicurezza pubblica”.
“Quando cinque o più persone, anche in forma di gruppo, in luogo pubblico o aperto al pubblico, tengono comportamenti intimidatori, di grave molestia o violenti contro persone o cose, il questore può disporre l’avviso orale con il divieto di radunarsi con una o più delle medesime persone, in luoghi pubblici o aperti al pubblico”, nei confronti di colui che sia stato già destinatario, nei cinque anni precedenti, di provvedimenti quali divieti di accesso a determinate zone, divieti per spaccio, o delitti contro la persona o contro il patrimonio commessi in luogo pubblico, prevede la norma.
TRATTENIMENTO PREVENTIVO ANCHE PER PREVENZIONE REATI E ANCHE SU MINORI
“L’accompagnamento e il trattenimento presso gli uffici di polizia” istituito con il dl Sicurezza, “possono essere effettuati, altresì, nel corso di specifiche operazioni di polizia destinate alla prevenzione di reati che turbino l’ordine e la sicurezza pubblica in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone”, si legge nella bozza del ddl. Il trattenimento preventivo si applicherebbe, così come previsto nel precedente dl, a soggetti rispetto ai quali – o per precedenti o per possesso di strumenti e materiali – “sussista un fondato motivo di ritenere che pongano in essere condotte di concreto pericolo per la sicurezza”.
“Viene estesa la disciplina del fermo di prevenzione anche a soggetti minorenni rispetto ai quali, nel corso di operazioni di polizia destinati alla prevenzione di reati che turbino l’ordine pubblico in luoghi con consistenti afflussi di persone (ad esempio quelli della movida), possa sussistere un fondato motivo di ritenere le persone che pongono in essere condotte di pericolo per la sicurezza pubblica (come il caso di possesso di armi)”, ha spiegato in conferenza stampa il titolare del Viminale Piantedosi.
LE AGGRAVVANTI PER I REATI COMMESSI CONTRO I GIORNALISTI O DA CHI HA IGNORATO PROVVEDIMENTO RIMPATRIO
Il ddl interviene poi in materia di circostanze aggravanti comuni, introducendo una nuova aggravante per i fatti commessi “contro gli iscritti all’albo, negli elenchi o nel registro previsti dalla legge sull’ordinamento della professione di giornalista, ovvero contro i direttori di giornali quotidiani o di altre pubblicazioni periodiche non iscritti all’albo, nell’atto o a causa della propria attività giornalistica o dell’incarico di direzione”.
Ancora, entra un’aggravante anche se il delitto è commesso durante il tempo sottratto, “senza giustificato motivo” all’esecuzione di una decisione di rimpatrio adottata per motivi di ordine e sicurezza pubblica, o nel caso in cui il colpevole abbia trasgredito il “divieto di reingresso”.
INASPRIMENTO PENE PER REATI DI DANNEGGIAMENTO COMMESSI DA GRUPPI
Ancora, nella bozza del ddl è entrato un inasprimento delle pene se il reato di danneggiamento è commesso “da cinque o più persone riunite” . In questi casi è prevista la pena della reclusione “da un anno e sei mesi a cinque anni e della multa fino a 15.000 euro”. Sempre per i reati di danneggiamento, è prevista la possibilità di procedere all’arresto in flagranza differita.
L’ESTENSIONE DELLA PROCEDURA PER GLI SGOMBERI VELOCI
Nel ddl è entrata anche una modifica al codice di procedura penale in materia di occupazione arbitraria di immobili, già modificato dal dl Sicurezza dello scorso anno. Con la misura, la procedura accelerata già introdotta per le prime case viene estesa anche ai casi in cui l’immobile occupato non sia l’unica abitazione effettiva del denunciante.
MODIFICHE AL CODICE PENALE IN MATERIA DI RISARCIMENTO DEL DANNO
È qui, nel capo I dedicato alla sicurezza, che è entrata anche la modifica del codice penale “in materia di restituzioni e risarcimento del danno”. Si tratta dei reati di violenza sessuale, violenza sessuale su minorenni e violenza sessuale di gruppo, furto in abitazione, furto con strappo (cioè scippi), rapina e sequestro di persona a scopo di estorsione. Una norma fortemente rivendicata sui suoi social anche dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Ora il tema, alla luce della vicenda del gioielliere di Grinzane Cavour Mario Roggero, è tornato al centro del dibattito e non si esclude che la norma possa trovare spazio all’interno del dl Giustizia e Patto Ue già in conversione al Senato.
L’ISTITUZIONE DELLA RETE TERRITORIALE DELL’ALLEANZA EDUCATIVA PER LE FAMIGLIE
Tutto il secondo capo del testo è dedicato alle “Disposizioni per la prevenzione del disagio giovanile e per il supporto alle famiglie nella funzione educativa”. “È istituita nell’ambito territoriale dei singoli centri per la famiglia, la rete territoriale dell’alleanza educativa per le famiglie, costituita dalle famiglie del rispettivo territorio che vi aderiscono, dalle figure di riferimento individuate dalle istituzioni scolastiche nell’esercizio della propria autonomia, su proposta degli organi collegiali, nonché dai rappresentanti delle attività sportive praticate sul medesimo territorio”, si legge.
“L’attività della rete territoriale è finalizzata al sostegno, al potenziamento e allo sviluppo delle capacità e delle risorse educative e relazionali della famiglia, che costituiscono la base del benessere sociale, nonché alla promozione delle funzioni di socializzazione primaria di cui la famiglia è portatrice, con riguardo alle emergenze educative, alla coesione sociale e alla promozione dello sport, quale strumento di benessere, inclusione e cittadinanza attiva, e della scuola, quale ambiente educativo e formativo privilegiato per il perseguimento dei medesimi obiettivi, nel rispetto dell’alleanza educativa tra scuola e famiglia”.
POSTI DI POLIZIA DISTACCATI IN OSPEDALI, CENTRI COMMERCIALI, LOCALITÀ TURISTICHE
La norma era già rientrata tra le proposte emendative di maggioranza, poi ritirate, al dl Sicurezza. Alla fine, nel ddl Sicurezza licenziato dal Cdm è entrato anche un rafforzamento dei presidi territoriali delle forze di polizia.
“Al fine di garantire la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, anche a fronte della crescente minaccia terroristica”, si legge, “possono essere istituiti posti di polizia distaccati, anche di carattere temporaneo, dipendenti dalle questure o dai commissariati distaccati di pubblica sicurezza, per le esigenze di controllo del territorio e per lo svolgimento di altri compiti istituzionali, con particolare riferimento ai presidi ospedalieri, ai centri commerciali, alle zone industriali e alle località turistiche”.
NATANTI ALLE FORZE DELL’ORDINE PER IL CONTROLLO DEI LITORALI
Come preannunciato dal ministro Piantedosi in conferenza stampa, il ddl prevede che le forze dell’ordine impegnate nella vigilanza dei litorali – guardia di finanza e capitanerie di porto, con guardia costiera, polizia e carabinieri – possano avvalersi di 40 natanti per ciascuna amministrazione.
DRONI PER MANTENIMENTO ORDINE PUBBLICO
Come già nel precedente ddl Sicurezza di febbraio, è rientrata, nel nuovo testo licenziato dal Cdm, la possibilità per le forze dell’ordine di utilizzare i droni nel mantenimento dell’ordine pubblico. Si prevede infatti che possano essere utilizzati aeromobili a pilotaggio remoto, comunemente denominati “droni”, ai fini del controllo del territorio per finalità di pubblica sicurezza, “prevenzione e contrasto dei reati, mantenimento dell’ordine pubblico”.
ARMI SUL TERRITORIO NAZIONALE DA PARTE DI FORZE ORDINE STRANIERE: OK ANCHE AD ATTRAVERSAMENTO CON MUNIZIONI PER ADDESTRAMENTO E MISSIONI ONU, UE E ORGANIZZAZIONI INTERNAZIONALI
In materia di introduzione di armi sul territorio nazionale, oggi la norma prevede che “il ministro dell’Interno o, su sua delega, il prefetto della provincia di confine può autorizzare personale appartenente alle forze di polizia o ai servizi di sicurezza di altro Stato, che sia al seguito di personalità dello Stato medesimo, ad introdurre e portare le armi di cui è dotato per fini di difesa”.
Nel ddl Sicurezza si prevede che l’autorizzazione “può essere rilasciata, previa valutazione dei profili di ordine e sicurezza pubblica, al personale delle forze di polizia di altro Stato nei casi di ingresso nel territorio nazionale con le armi di cui è dotato e il relativo munizionamento per finalità di addestramento o di partecipazione a missioni internazionali istituite nell’ambito dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu), dell’Unione europea o di altre organizzazioni internazionali cui l’Italia appartiene o comunque istituite in conformità alla legislazione nazionale e al diritto internazionale e a cui l’Italia partecipa, nonché nei casi di attraversamento del territorio nazionale con le armi e le munizioni anzidette.”
PROCEDIBILITÀ D’UFFICIO PER DANNI AD AGENTI
Come chiarito dal comunicato di Palazzo Chigi “è inoltre prevista la procedibilità d’ufficio per il reato di lesioni personali lievi commesso ai danni di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria o di pubblica sicurezza”.
LE MISURE SULLE LOCAZIONI BREVI TURISTICHE: COMUNICAZIONI A GDF E ISTAT
Nella bozza del ddl Sicurezza presa in visione da Public Policy rientrano anche misure sulle locazioni brevi turistiche. In particolare, si prevede che gli obblighi di comunicazione relativi alle locazioni brevi turistiche già previste si estendano anche al reparto della guardia di finanza territorialmente competente. Si prevede inoltre che i dati relativi all’imposta si soggiorno, già inviate al ministero del Turismo, vengano trasmessi anche all’Istat.
CONVENZIONI CON GESTORI SERVIZI TRASPORTO FERROVIARIO
Al fine di potenziare l’attività di polizia sulla rete ferroviaria, il ddl introduce la possibilità di stipulare convenzioni tra forze dell’ordine e gestori.
ORGANIZZAZIONE ORDINAMENTALE DELLE FORZE DI POLIZA
Tutto il capo quarto del provvedimento interviene in materia ordinamentale sull’organizzazione delle forze di polizia. Si prevede, tra le altre misure, “l’istituzione della direzione centrale per la polizia scientifica del Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell’interno”, “della Direzione centrale dei reparti mobili e dei reparti speciali della polizia di Stato” e “della Direzione centrale per la formazione del Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell’Interno”.
Il ddl introduce poi nuove “disposizioni in materia di corsi della polizia di Stato”, “per l’accesso alla qualifica di primo dirigente della polizia di Stato”, “in materia di requisiti di accesso ai ruoli e agli scrutini della polizia di Stato” e disposizioni in merito all’accesso “alla carriera dei medici di polizia e ulteriori disposizioni riguardanti la medesima carriera”.
Seguono due articoli relativi all’arma dei carabinieri, con “Modifiche al Testo Unico delle disposizioni regolamentari in materia di ordinamento militare” e sanzioni “per l’uso non autorizzato dei Dem dell’Arma dei carabinieri”, allo stesso modo si introducono sanzioni per l’uso illecito di stemmi, emblemi e distintivi della guardia di finanza. Ancora, entrano nel ddl disposizioni relative alla polizia penitenziaria, al collocamento fuori ruolo di forze di polizia, e sul riconoscimento delle ricompense o delle promozioni al merito in polizia.
Infine, entrano nel ddl “Disposizioni per il potenziamento delle attività assistenziali in favore del personale della polizia di Stato” e una modifica della composizione del Comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e l’usura, con l’ingresso nel comitato di un membro designato dall’Avvocatura generale dello Stato e uno dalla Banca d’Italia. (Public Policy)
@BorgheseMarta




