Dl Infrastrutture, oltre 300 emendamenti: dai balneari al rinvio della tassa sui pacchi

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di Giada Scotto

ROMA (Public Policy) – In commissione Bilancio alla Camera entra nel vivo questa settimana, con la comunicazione delle inammissibilità, l’esame degli oltre 300 emendamenti presentati al dl Infrastrutture-Pnrr.

Con due identici emendamenti di Forza Italia (a prima firma Roberto Pella) e Lega (a prima firma Vanessa Cattoi) si chiede il rinvio di un anno, dal primo ottobre 2026 al primo ottobre 2027, della tassa sui mini-pacchi in arrivo dai Paesi extra Ue. Agli oneri, valutati in 183,8 milioni per il 2027, si provvede, secondo quanto previsto nelle proposte emendative, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica.

Con un emendamento analogo (a prima firma Gianmauro Dell’Olio), il Movimento 5 stelle propone il rinvio della tassa al primo gennaio 2027, mentre il Pd ha presentato due proposte sul tema (entrambe a prima firma Silvia Roggiani): con una chiede la soppressione del contributo, con l’altra il rinvio di un anno, al primo ottobre 2027.

La Lega chiede in un emendamento (a prima firma Nicola Ottaviani) che, “nelle more dell’adozione di una disciplina organica di riordino dell’Ente nazionale per l’aviazione civile (Enac), anche in considerazione della necessità di ridefinire le funzioni del medesimo Ente, i compiti di indirizzo, vigilanza e controllo del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti su di esso, nonché al fine di conseguire maggiore efficienza organizzativa”, sia nominato un commissario straordinario “con i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione e con il compito di assicurare il necessario presidio dell’Ente”.

La nomina, secondo quanto previsto nella proposta emendativa, avverrà con decreto della presidente del Consiglio, su proposta del ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il ministro dell’Economia. Il commissario straordinario “rimane in carica fino all’entrata in vigore della disciplina organica di riordino, e comunque non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione” del decreto.

Con quattro identici emendamenti di Forza Italia (a prima firma Roberto Pella), Pd (a prima firma Andrea Gnassi), M5s (a prima firma Daniela Torto) e Misto (a prima firma Dieter Steger) si chiede poi un intervento sulle concessioni balneari. Nelle proposte di modifica si prevede che “gli enti concedenti che bandiscono le procedure di affidamento” possano chiedere di offrire “in aggiunta o in alternativa” ai requisiti già previsti dalla legge, “anche un rialzo rispetto agli importi dovuti”. In tal caso, si specifica nei testi emendativi, “gli importi derivanti dai predetti rialzi restano acquisiti a favore dei bilanci dei medesimi enti” concedenti.

Con emendamenti di Azione (a prima firma Fabrizio Benzoni), Lega (a prima firma Fabrizio Cecchetti) e Pd (a prima firma Silvia Roggiani) si chiede che, “al fine di consentire la realizzazione dell’intervento di prolungamento della linea metropolitana M4 fino a Segrate”, sia autorizzata la spesa di 639 milioni di euro, di cui 20 milioni di euro per ciascuno degli anni 2026 e 2027, 23 milioni di euro per l’anno 2028, 64 milioni di euro per l’anno 2029, 96 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2030 al 2034 e 32 milioni di euro per l’anno 2035”. Alla copertura degli oneri si provvede, secondo quanto indicato nelle proposte emendative, tramite la corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica.

Con identici emendamenti di Fratelli d’Italia (a prima firma Massimo Milani), Lega (a prima firma Vanessa Cattoi), Forza Italia (a prima firma Erica Mazzetti), Pd (a prima firma Maria Cecilia Guerra), Misto (a prima firma Dieter Steger) e Partito liberaldemocratico (a firma Luigi Marattin) si chiede la sospensione temporanea del recupero dell’anticipazione nei contratti di lavori pubblici, al fine di garantire “una maggiore liquidità finanziaria delle imprese” chiamate a fronteggiare “gli aumenti eccezionali dei prezzi dei materiali da costruzione, nonché dei carburanti e dei prodotti energetici, derivanti dai conflitti in corso nell’area del Medio Oriente”.

Nel dettaglio, le proposte di modifiche prevedono che, “in relazione agli appalti pubblici di lavori in corso di esecuzione, le stazioni appaltanti, su richiesta dell’appaltatore, sono autorizzate a sospendere il recupero dell’anticipazione di cui all’articolo 125 del decreto legislativo 31 marzo 2023 n. 36, per il tempo strettamente necessario, nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente, e comunque non oltre il 31 dicembre 2026”.

Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia chiedono poi di rendere strutturale l’applicazione, per le imprese edili, del principio della non computabilità dei periodi di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa per eventi oggettivamente non evitabili (come gli eventi meteorologici o le calamità naturali) ai fini dei limiti di durata della Cassa integrazione guadagni ordinaria (Cigo). Le proposte emendative sono a prima firma Massimo Milani (FdI), Erica Maetti (FI) e Vanessa Cattoi (Lega).

Nell’attuale formulazione, il decreto prevede che il principio della non computabilità degli eventi oggettivamente non evitabili ai fini dei limiti di durata della Cigo per il settore edile sia valido solo per il periodo che va dal 1° luglio al 31 dicembre 2026. Gli oneri della misura sono quantificati nelle proposte emendative in “9,8 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2027”. (Public Policy)

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@GiadaScotto