Manovra, le misure sul tavolo in attesa del Cdm

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ROMA (Public Policy) – La legge di Bilancio è attesa oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri.

Le richieste che arrivano al Governo dai partiti della coalizione di maggioranza e non solo, “sono tantissime”, ha fatto sapere il titolare del Mef. Ma si tratta di proposte “molto al di sopra delle disponibilità di un bilancio che deve comunque tenere conto della realtà”, ha allertato Giorgetti. Motivo per cui “credo che alla fine avremo dato una risposta alle cose più importanti e urgenti”, ha aggiunto.

Alcune di queste sono state ovviamente oggetto del vertice di maggioranza di lunedì sera. Sul fronte fiscale si guarda soprattutto agli interventi per i giovani. La misura che pare essere più condivisa è quella di una mini Irpef per gli under 30 con una riduzione delle imposte fino a una soglia di reddito che dovrà essere fissata.

Sul tavolo però ci sarebbero anche altre proposte per i più giovani. Dalla “no tax area” ampliata per i giovani fino a 25 anni promossa da Forza Italia alla flat tax al 5% sui redditi dei neoassunti under 35 e dei giovani al primo impiego stabile proposta da FdI e Lega. Il Carroccio, come noto, insiste anche sulla flat tax per le partite Iva. La richiesta è quella di portare il tetto dagli attuali 85 mila euro a 100mila euro.

Dalla Lega però arriva anche la richiesta di una riapertura della rottamazione quater e quinquies, estesa alle cartelle da accertamento. Sembra esserci ancora uno stallo, invece, sul taglio dell’Irpef per il ceto medio su cui spinge Forza Italia. Una soluzione potrebbe essere quella di estendere l’aliquota al 33% ai redditi fino a 55mila per poi arrivare a 60mila il prossimo anno.

Al centro del confronto con gli alleati, inoltre, anche la superdeduzione per le nuove assunzioni: dal 130% al 140% per i giovani e fino al 180% per le madri lavoratrici. La proposta arriverebbe da Fratelli d’Italia che promuove anche una detassazione delle tredicesime con un’aliquota tra il 10% e il 15%. Dovrebbe essere confermata, inoltre, la detassazione al 5% sugli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali.

Dal partito della premier arriva anche la proposta di estendere la cedolare secca agli immobili commerciali con un’aliquota al 21% che scenderebbe al 10% nei centri metropolitani. La Lega, invece, porta al tavolo il tema della cedolare secca sugli affitti brevi, come anticipato ieri dal leader Matteo Salvini.

Terreno di confronto con la Lega è anche quello delle pensioni. Il Carroccio, infatti, insiste su “Quota 64” e cioè sulla possibilità di andare in pensione in anticipo a 64 anni di età e 36 di contributi. In base a quanto emerso nelle ultime ore si starebbe ragionando sulla possibilità di stanziare fondi in Manovra per poi definire la misura a gennaio con un provvedimento ad hoc.

Per quanto riguarda le misure per le famiglie, invece, dovrebbero trovare conferma la proroga del bonus mamme, gli aiuti per asili nido e nuovi nati e le misure di sostegno alla natalità. Sul fronte sanità, stando alle informazioni circolate dopo il vertice, sembra che non ci sarà nessun incremento del fondo sanitario oltre il miliardo già previsto. Prenderebbe corpo, invece, l’ipotesi di una card sanitaria da 300-500 euro per gli over 75 a basso reddito che potrebbe estendersi alle famiglie numerose. La card andrebbe a coprire protesi, dentiere ed esami e visite non coperti dal Ssn.

Come emerso la scorsa settimana, è rimandata proprio alla legge di Bilancio la discussione per un eventuale ampliamento dell’esenzione del pagamento del bollo auto. Fratelli d’Italia vorrebbe estenderla ai veicoli fino a 160 kW per le famiglie con almeno quattro figli, mentre Forza Italia propone, come ribadito in più occasioni, di estenderla a tutte le prime auto.

Dagli azzurri arrivano poi proposte per le assunzioni e la previdenza delle Forze dell’ordine utilizzando parte delle risorse derivanti dalla flessibilità per la difesa. E a proposito di Nec, resta da definire il pacchetto energia e quindi gli interventi ammissibili nel perimetro della clausola su cui, hanno fatto sapere ieri sera fonti di maggioranza, le interlocuzioni con la Commissione europea “proseguono in un modo proficuo”.

Un nodo sul quale il portavoce della Commissione europea, Thomas Regnier, ha chiarito che “spetta in ultima istanza all’Italia decidere come avvalersi di questa flessibilità” e che “la Commissione provvederà poi a verificarne la compatibilità con le regole di bilancio dell’Ue”. La priorità, ha detto questa mattina il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, è quella della “decarbonizzazione” e della “produzione di energia decarbonizzata: ci stiamo lavorando come ministero per poter chiudere le proposte” da portare in Manovra.

Contro il caro energia la Lega avrebbe proposto aiuti e bonus elettrodomestici. Si discuterebbe, inoltre, di misure per gli agricoltori con un possibile uso dei fondi Pac contro il caro carburanti. Resta da sciogliere, infine, il nodo sul contributo degli istituti di credito che Forza Italia giudica necessario, ma doloroso.

Dalle banche, infatti, si attendono 5 miliardi dei 23,5 mld complessivi della legge di Bilancio. Sul punto “è aperto un canale di confronto. Poi naturalmente è auspicio di tutti trovare un punto di equilibrio”, ha detto Pichetto. Nei giorni scorsi è emersa la possibilità di escludere le banche di credito cooperativo. Una cosa è certa: “La coperta è corta e quindi dobbiamo essere molto attenti a come ci si muove”, ha detto sabato scorso il ministro Giorgetti ribadendo quanto dichiarato in Parlamento: “Il clima di burrasca è sempre all’orizzonte”. (Public Policy) GPA

(foto cc Palazzo Chigi)