Melonellum o Stabilicum: come funziona la nuova legge elettorale

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di Marta Borghese

ROMA (Public Policy) – Via libera definitivo alla legge elettorale. Con 227 voti favorevoli e 164 contrari, il testo che riforma la disciplina delle elezioni per Camera e Senato ha retto al voto segreto – giovedì mattina – dell’aula di Montecitorio.

Si trattava del terzo e ultimo passaggio parlamentare necessario per l’approvazione della legge.

Il testo introduce un sistema elettorale di tipo misto, con elementi di natura proporzionale ed elementi di natura maggioritaria. Il modello proposto è infatti quello di un proporzionale “corretto” da un premio di governabilità in un numero fisso di seggi: 70 alla Camera e 35 al Senato. Il premio scatta, tuttavia, solo qualora una delle coalizioni superi il 42% delle preferenze. Se nessuna delle coalizioni raggiunge la soglia, si va al proporzionale puro. Se due coalizioni la superano, prende il premio la coalizione vincente.

È previsto un tetto massimo di 220 seggi alla Camera e 113 al Senato raggiungibile da una coalizione e comprensivo dei seggi premio.

I seggi ottenuti dall’eventuale assegnazione del premio “prevalgono” su quelli ottenuti nei collegi plurinominali, per cui se una coalizione superasse il tetto dei 220 alla Camera o dei 113 al Senato, i seggi da “decurtare” verrebbero tolti da quelli ottenuti con metodo proporzionale e non dai listini premio (è una delle ragioni di criticità che secondo alcuni costituzionalisti permane sul Senato, dove l’elezione avviene su base regionale).

Il ddl prevede inoltre l’indicazione del nome del candidato alla presidenza del Consiglio che una coalizione intende proporre, già al momento della presentazione del programma, altro aspetto su cui, secondo alcuni costituzionalisti, permarrebbero dubbi di costituzionalità. Proprio su questo punto, in effetti, era intervenuto già un primo correttivo per ribadire la salvaguardia delle prerogative quirinalizie previste dalla Costituzione.

Il testo base, si ricorda, già conteneva la soglia di sbarramento al 3%, ma le coalizioni potranno ripescare la prima lista esclusa della coalizione, cioè il primo partito coalizzato rimasto al di sotto della soglia. Rivisto anche il voto all’estero, con la riduzione delle ripartizioni della circoscrizione da 4 a 2 per la Camera e a un’unica ripartizione “mondiale” per il Senato, a numero invariato di parlamentari eletti.

Durante il terzo passaggio parlamentare, alla Camera, non è stata apportata alcuna modifica.

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MAR