Resocónto – Canta che ti passa

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di Gaetano Veninata

ROMA (Public Policy) – Sì, d’accordo, c’era Paolo Formentini (Lega) quasi in lacrime, Augusta Montaruli (FdI) fieramente commossa, Andrea Casu democratico come il suo Partito, senza parlare di Angelo Bonelli (Avs) che sventolava in aula le lettere di minaccia a lui, alla moglie, alla figlia (“il machete”, “mi tagliano la testa”).

Ma soprattutto, sarà la novità del gruppo nuovo, sarà che da queste parti lo seguiamo sempre con un misto di curiosità e fastidio, con un approccio quasi antropologico, c’era lui, Rossano Sasso, il neo-vannacciano Sasso. Ah, di cosa stavano parlando i nostri? Ricordavano il giovane di estrema destra morto a seguito di un’aggressione da parte – pare – di militanti di estrema sinistra, in Francia. Quentin Deranque. Argomento che tra l’altro – ma si aprirebbe un altro capitolo – ha nuovamente fatto litigare Meloni e Macron.

Eccolo, il Sasso canterino: “‘Ragazza che aspettavi un giorno come tanti, un cinema e una pizza, per stare un po’ con lui, dai, apri la tua porta, che vengo per parlarti. Sai, stasera, in piazza… erano tanti, e… il tuo ragazzo è morto… è morto questa sera. Vent’anni sono pochi per farsi aprir la testa, dall’odio di chi invidia la nostra gioventù, di chi uno straccio rosso ha usato per bandiera, perché non ha il coraggio di servirne una vera. La gioventù d’Europa stasera piangerà chi muore in primavera per la sua fedeltà*‘. Oggi l’Europa dei popoli piange un suo giovane figlio, uno studente francese di 23 anni, ammazzato davanti all’università dall’odio antifascista di un gruppo di vigliacchi senza onore, contigui alla sinistra francese e alla sinistra europea. Adieu, Quentin“. (Public Policy)

@GaetanoVeninata

*versi tratti dalla canzone “Nel suo nome” degli Amici del Vento, scritta a seguito dell’omicidio – nel 1975 – del militante del Fuan Miki Mantakas