BRUXELLES (Public Policy Europe) – La guerra in Medio Oriente sta trascinando l’Eurozona verso la stagflazione, ma la risposta degli Stati membri alla crisi deve continuare a essere “temporanea, su misura e mirata”. Questo messaggio, ribadito alla riunione dell’Eurogruppo che si è svolta lunedì a Bruxelles, è stato accompagnato dalla richiesta agli Stati membri da parte della Commissione europea di “fare meglio” nella risposta alle conseguenze della guerra in Medio Oriente, che avrà, come affermato dal commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis, “conseguenze gravi sulle finanze pubbliche”.
La conferma dell’Eurogruppo sul fatto che l’area euro tende verso un periodo di bassa crescita e inflazione in aumento non deve portare “a fare gli errori del passato”, ha sottolineato Dombrovskis in conferenza stampa. “Lo spazio di manovra fiscale è già molto limitato visti alti livelli di deficit e debito, in un ambiente di tassi di interessi alti e l’urgenza di spendere di più nella difesa”, ha detto ancora il commissario che il 21 maggio presenterà le previsioni economiche per il prossimo triennio.
Gli Stati membri, ha aggiunto il commissario, “devono usare tutta la flessibilità concessa” dalle regole di governance economiche europee, ma tenendo conto che la base di partenza “finanze pubbliche solide sono un bene per garantire stabilità macroeconomica in un mondo turbolento”. Anche per questo non ha convinto la richiesta del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, di utilizzare l’1,5% di Pil da destinare alle spese per la Difesa che non è calcolato per il calcolo del deficit anche per le misure adottate contro il rincaro dei prezzi. “Continuiamo a lavorare con gli Stati membri su come costruire la loro risposta nella politica fiscale, ma bisogna continuare con misure temporanee e mirate che abbiano un impatto limitato sulle finanze”, ha aggiunto Dombrovskis interpellato sulla proposta del ministro italiano.
Commissione e Fondo monetario internazionale mettono in guardia sugli effetti dannosi di risposte nazionali non oculate sui bisogni dei settori e cittadini più colpiti. Secondo la valutazione commissionata dall’Eurogruppo, il Fondo monetario considera che il 33% dei sussidi all’elettricità concessi dagli Stati, potrebbe andare al 20% più ricco della popolazione, e l’11% destinato al 20% più povero. Questo divario è ancora maggiore per quanto riguarda i sussidi ai carburanti per i trasporti: il 34% potrebbe andare alle famiglie più ricche e solo il 9% a quelle più povere, sempre se le misure non fossero mirate.
La Commissione si astiene anche dal proporre un’iniziativa europea sulla tassazione degli extraprofitti delle compagnie energetiche, su cui la Germania preme col supporto di Italia, Spagnia, Portogallo e Austria. Dombrovskis ha sottolineato la necessità che siano queste misure restino applicate a livello nazionale. “Nella scorsa crisi del 2022 l’impatto è stato incerto”, ha aggiunto Dombrovskis.
Il focus dell’Eurogruppo si è infine spostato sulle minacce dei modelli di Intelligenza artificiale come quello di Mythos, sviluppato da Anthropic, che individua le falle nei sistemi informatici rivelandone le vulnerabilità. “Dobbiamo evitare di drammatizzare presente e sottovalutare il futuro, e interrogarci sulle nostre capacità tecnologiche per rendere l’Europa forte anche nel rapporto con gli Stati Uniti”, in cui lo sviluppo di questi sistemi è diventato un pericolo concreto nelle ultime settimane, ha aggiunto il presidente dell’Eurogruppo Kyriakos Pierrakakis. “Non dobbiamo concentrarci sul caso singolo, perché altri modelli verranno sviluppati e nei prossimi incontri intensificheremo il dibattito sulla sovranità tecnologica e la necessità di evitare di essere asimmetricamente dipendenti da questi modelli”, ha detto ancora il greco in conferenza stampa. (Public Policy Europe) GMA





