Com’è cambiato il decreto Pa dopo il passaggio alla Camera

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ROMA (Public Policy) – Il percorso del decreto Pa – approvato lunedì in aula alla Camera – nelle commissioni Bilancio e Ambiente si è concluso senza che la preannunciata intesa sui Campi Flegrei fosse trasformata in riformulazione. Alle 18.30 circa di mercoledì, come da calendario, le commissioni hanno provveduto a conferire il mandato ai relatori Roberto Pella (FI, per la V) e Fabrizio Rossi (FdI, per la VIII), nonostante durante l’iter si fosse riusciti ad esaminare una parte minima dei 250 emendamenti segnalati. Così, allo scadere dei termini e nonostante lo slittamento del testo in aula di un giorno, la gran parte degli emendamenti è decaduta, tra le proteste delle opposizioni e i malumori anche interni alla maggioranza.

In particolare, sui Campi Flegrei maggioranza e opposizione avevano cercato di arrivare a proposte unitarie, secondo quanto appreso poi affidate a un accordo tra il Dipartimento della Protezione civile e la Regione Campania guidata da Roberto Fico. “Il Governo Meloni sta lavorando ad un provvedimento decennale sui Campi Flegrei, capace di riordinare ciò che già esiste e soprattutto di affrontare quello che l’emergenza non può risolvere”, ha annunciato Musumeci dopo l’approdo in aula del testo senza modifiche nella parte relativa ai Campi Flegrei.

Tra le modifiche entrate, invece, si segnala in primis il riallineamento della durata dei consigli provinciali con il mandato dei presidenti (oggi sfasati).

Ancora, la Pubblica amministrazione potrà riservare una quota – fino al 20% dei posti a bando – per lavoratori flessibili già impiegati nella stessa mansione; e potranno ricorrere a Cdp e alle controllate per accelerare la spesa per investimenti. Approvate, poi, misure per prorogare la validità degli idonei alla direzione delle Asl e una norma retroattiva sulle Camere di commercio, per consentire il conferimento di incarichi a persone in quiescenza a partire dal 2022.

Un pacchetto di modifiche ha riguardato poi il personale di Palazzo Chigi e dei ministeri, per cui l’accesso alla qualifica di dirigente di prima e seconda fascia starà stabilito con dpcm, e dunque saranno possibili modalità di accesso diverse da quelle previste per la dirigenza pubblica. Via libera poi, alla stabilizzazione del personale della cabina di regia per il mercato dei capitali istituita al Mef. E ok all’istituzione del nuovo segretario generale della Covip, la Commissione di vigilanza sulle pensioni.

In materia di Difesa, sono entrati l’istituzione di un nuovo Reparto ambientale marino da 30 unità e il Comando delle forze speciali.

Via libera anche a 4,6 milioni di euro nel 2026 (attinti dal fondo per l’attuazione della riforma della disabilità) per le pensioni anticipate dei giornalisti Inpgi, che andranno a coprire pensionamenti già autorizzati.

La maggior parte delle proposte, alla luce dello svolgimento dei lavori in commissione, sono tuttavia decadute, tra queste la proposta di FdI firmata da Fabio Rampelli sugli immobili occupati (cosiddetta norma ‘anti Spin Time’). Ritirati anche gli emendamenti dei relatori sull’attivazione sperimentale della telemedicina in Lazio e in Lombardia e sull’assunzione di 273 vigili del fuoco.

È atteso in settimana anche il passaggio lampo del dl in Senato: il dl va infatti convertito entro il 6 ottobre. (Public Policy) MAR