(Public Policy) – Roma, 8 ago – Esiste un “enorme
squilibrio” tra le risorse umane impiegate negli Affari
esteri e il numero complessivo delle sedi italiane (319; Ndr). Lo
sottolinea lo stesso viceministro Marta Dassù (nella foto),
in audizione in commissione Esteri al Senato, sul processo di
riorganizzazione della rete diplomatico-consolare.
Il viceministro espone le “due criticità molto serie che
sconta la nostra rete. Innanzittutto la scarsità delle
risorse umane: abbiamo 1.000 unità in meno rispetto al 2004;
l’organico della Farnesina è pari alla metà di quello della
Francia e del Regno Unito e i nostri funzionari diplomatici
sono 1/3 di quelli francesi e 1/4 di quelli inglesi”.
Il secondo fattore di criticità concerne i conti pubblici:
“Nel 2013 il bilancio del ministero degli Esteri è pari allo
0,24% del bilancio dello Stato. In Francia il bilancio è
pari all’1,78% e perfino in Spagna la percentuale è
superiore, pari allo 0,37% – spiega Dassù – Il punto è che
destiniamo risorse insufficienti alla politica estera, ma se
la situazione a breve termine resta questa, dobbiamo
concentrare le risorse disponibili su alcune priorità”.
(Public Policy)
DAR





