Per il Campo largo la questione ucraina è sempre più centrale

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di David Allegranti

ROMA (Public Policy) – La questione ucraina diventa sempre più centrale per verificare l’unità del Campo Largo. E non è detto, nonostante i continui appelli di Elly Schlein, che l’armonia vi sia e sia tale da reggere una campagna elettorale molto lunga (già iniziata, durerà almeno fino alla primavera prossima, in caso di voto anticipato di qualche mese). La segretaria del Pd Elly Schlein ha ribadito, in un’intervista al Foglio dei giorni scorsi, che in politica estera l’Ucraina va aiutata anche con le armi perché “è impensabile che qualcuno, in Europa, possa credere di riscrivere i confini con l’uso della forza”. Per la leader del Pd, “Putin ha violato il diritto internazionale con un’invasione criminale, va cercata una pace giusta, e quando dico pace giusta non ci devono essere ambiguità, parlo di una pace giusta dal punto di vista dell’Ucraina, come ripete spesso Sergio Mattarella”. Parole che sono piaciute all’ala riformista del suo partito. Schlein, ha detto l’europarlamentare Giorgio Gori, “rivendica l’impegno a sostenere ‘con ogni mezzo necessario’ la resistenza dell’Ucraina, quindi anche con le armi. È importante che lo dica con questa nettezza. Questa è e rimane la linea del Partito democratico. Amici del Campo Largo, prendete nota”. Nell’intervista il senatore Filippo Sensi ha trovato “una netta, inequivocabile riaffermazione del sostegno anche militare all’Ucraina, la rivendicazione di una difesa europea che passa anche da SAFE. Questa è e sarà la posizione del Pd”.

Il problema di Schlein è che deve convincere il resto della coalizione. Dal M5s ad Avs, contrari agli aiuti militari all’Ucraina: “Abbiamo votato contro l’invio di armi”, ha detto il deputato di Avs Marco Grimaldi: “Lo faremo ancora. La pace non si invoca. Si costruisce”. La posizione dei Cinque Stelle è nota e granitica da tempo, alimentata costantemente da testate amiche del M5s come il Fatto Quotidiano. Così come note sono le dichiarazioni del leader Giuseppe Conte pronunciate a Napoli qualche settimana fa: “Stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti”. Conte insiste a distanza di giorni, ripete il concetto: “La guerra la paghi tu. Come ci tolgono i soldi per spenderli in armi”, questo lo slogan per un comizio del M5a a Ostia alla presenza dell’ex presidente del Consiglio. Eppure, negli ultimi due anni, i caccia alleati sono decollati in allarme circa 700 volte in risposta a velivoli russi in avvicinamento al nostro spazio aereo o quando lo hanno violato”, ha detto nei giorni scorsi l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare della Nato, all’evento Atlantico-Europa-Mediterraneo: “La deterrenza non è una parola astratta, è un lavoro quotidiano. È una pace armata, è vero. Costruiamo la forza proprio per non doverla mai usare”.

L’argomentazione tuttavia non sembra convincere Conte e i suoi, che insistono nell’irenismo pacifista. La segretaria del Pd è convinta che l’ex presidente del Consiglio alla fine si convincerà e che facendo parte della coalizione di sinistra-centro appoggerà anche l’Ucraina. Di diverso avviso il segretario di Sinistra Italiana e co-leader di Avs, Nicola Fratoianni: “Sull’Ucraina ci sono delle differenze che nessuno nega e che saranno oggetto di una discussione vera quando scriveremo il programma”, ha detto in una recente intervista a il manifesto: “Quanto alla Russia, io penso che l’Europa sia davvero sotto attacco della Russia e anche di Trump, ma non è una minaccia militare: vogliono far saltare l’Ue con il sostegno politico e finanziario alle forze dell’estrema destra, prima Orban, ora Afd, Vox, Le Pen, in Italia la Lega e Vannacci. La risposta non è la corsa al riarmo. Anzi, distraendo risorse dall’economia e dal welfare, il riarmo favorisce le campagne populiste delle destre, alimenta la fragilità sociale e la povertà che sono il brodo di coltura dell’estremismo nazionalista”.

Sarà interessante vedere, come dice Fratoianni, che cosa accadrà quanto il Campo Largo scriverà il suo programma. Intanto per il M5s sta scrivendo il suo attraverso un percorso partecipativo, Nova: il 19 e 20 settembre ci sarà l’evento finale. Per ora il No alle armi all’Ucraina va fortissimo fra gli attivisti. Difficile per il sinistra-centro non tenere conto. Conte non potrebbe certo dire ai suoi militanti: “Abbiamo scherzato”. (Public Policy)