BRUXELLES (Public Policy Europe) – Estensione delle quote gratuite, obbligo per gli Stati membri di investire una parte dei ricavi Ets nella transizione industriale e possibile allargamento ai voli extra-Ue e al settori degli inceneritori. Questo quanto emerge da un documento sulla futura riforma dell’Ets, redatto dal commissario europeo al Clima Wopke Hoekstra, in accordo con la vice presidente per la transizione Teresa Ribera, di cui Public Policy Europe ha preso visione. Il documento ha alimentato il dibattito orientativo che si è svolto mercoledì al Collegio dei commissari, in vista della revisione del sistema in programma il 15 luglio.
In generale, la revisione garantirà che il meccanismo continui a contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici per il 2040 e il 2050, rafforzando allo stesso il suo ruolo come motore di investimenti per la transizione industriale. “La revisione preserverà la forza del mercato del carbonio e il suo segnale di prezzo come motore per gli investimenti. Ne adatterà il design e introdurrà semplificazioni mirate per ridurre gli oneri amministrativi e rendere il sistema più efficace – si legge -. Ciò include un monitoraggio, una rendicontazione e una verifica più semplici delle emissioni marittime e una rendicontazione semplificata per un maggior numero di operatori aerei”. La revisione riconoscerà esplicitamente che le emissioni difficili da abbattere (hard-to-abate) permarranno dopo il 2040 e che quel tempo è necessario per adattare infrastrutture e tecnologie.
La revisione riformerà anche la riserva di stabilità del mercato in modo più completo, integrando la proposta mirata della Commissione, appena concordata dai colegislatori, “per garantire la stabilità e la prevedibilità del mercato ed evitare la volatilità dei prezzi del carbonio”, si legge. Con riferimento agli investimenti, il documento esplicita che “un segnale di prezzo Ets prevedibile e il quadro per il 2040 sono essenziali”. Le entrate derivanti dall’Ets saranno reinvestite nell’innovazione, nelle tecnologie pulite e nella decarbonizzazione industriale “in modo efficiente in termini di costi, sia a livello Ue che nazionale. Dobbiamo premiare i precursori nella transizione e incentivare la spina dorsale industriale dell’Europa”, si legge.
L’idea è estendere il regime di assegnazione gratuita delle quote, collegandolo chiaramente ai necessari investimenti nella decarbonizzazione in Europa. Il Fondo per l’innovazione, finanziato con i proventi Ets, continuerà a sostenere le prime applicazioni commerciali di tecnologie innovative in una vasta gamma di settori, ma sarà integrato dalla Banca per la decarbonizzazione industriale, con 100 miliardi di euro di finanziamenti nell’ambito della governance del futuro Fondo per la competitività (Qfp 2028-2034), per implementare la decarbonizzazione industriale in tutta Europa su scala. “Per avviare tali investimenti e guidare la competitività a lungo termine, l’Ets Investment Booster sarà disponibile prima del 2030 per garantire un supporto tempestivo e sarà progettato in modo da affrontare la solidarietà”, si legge ancora nel documento. Infine, la revisione “dovrebbe costringere gli Stati membri a spendere una parte maggiore delle loro entrate nazionali Ets in investimenti per la decarbonizzazione dei settori Ets”.
Il documento apre anche alla possibile estensione dell’Ets ai voli extra-Ue e agli inceneritori di rifiuti. “La revisione dovrebbe inoltre garantire che tutti i settori soggetti all’Ets contribuiscano equamente agli obiettivi climatici dell’Ue”, inclusa “l’applicazione di un efficace segnale di prezzo del carbonio alla quota equa dell’Ue di emissioni dell’aviazione per i voli extra-europei” e una possibile “graduale inclusione degli inceneritori di rifiuti nell’Ets”. (Public Policy Europe) NAF





