Il cdx ci riprova: emendamento ‘aggiornato’ sulle preferenze

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ROMA (Public Policy) – Secondo quanto appreso da Public Policy, nel vertice di mercoledì 5 agosto – di maggioranza – sulla legge elettorale, si sarebbe discusso di diversi temi per poi trovare la convergenza – come annunciato da fonti di maggioranza – sull’emendamento sulle preferenze “con una sola modifica per rafforzare maggiormente l’alternanza di genere”.

In particolare, secondo quanto si apprende, l’intenzione della maggioranza sarebbe quella di mantenere in piedi l’emendamento a prima firma Bignami (FdI) approvato alla Camera, con cui si prevede che i candidati delle liste circoscrizionali per l’assegnazione del premio di governabilità siano candidati anche come capilista nei collegi (è possibile candidarsi fino in 5 collegi). È qui, tra i candidati delle liste per l’assegnazione del premio, che la maggioranza – si apprende – vorrebbe inserire il rispetto delle quote di genere 60-40 (non nel complesso dei capilista). Dopodiché, si propone di reintrodurre l’alternanza di genere già dal primo nome delle preferenze (se il capolista è donna dovrà seguire il nominativo di un uomo e viceversa), che andrà rispettata poi nella compilazione della lista. La modifica per l’introduzione delle preferenze “con una sola modifica per rafforzare maggiormente l’alternanza di genere”, hanno spiegato al termine del vertice fonti di maggioranza, riguarderà “anche i collegi uninominali del Trentino Alto Adige”. Tutte ipotesi che – però – sembrano non accontentare le donne di entrambi gli schieramenti, che parlano di bluff. Starà ai leader di partito trovare la quadra a settembre,

Cambierà, secondo quanto si apprende, anche l’aspetto grafico della scheda. In particolare, si vorrebbe evidenziare più in alto il nome del capolista bloccato, mentre sotto, un po’ più staccati, dovrebbero seguire i nomi da scegliere come preferenze, in liste composte fino ad un massimo di sei nomi, con la possibilità di crocettare fino a tre nomi purché appartenenti a due generi diversi.

Secondo quanto si apprende, nella riunione i gruppi di maggioranza si sono confrontati anche sulla possibilità di introdurre capilista bloccati anche per la circoscrizione Estero, proposta a cui si sarebbe al momento rinunciato. Nè si sarebbe stabilito, al momento, di procedere una nuova revisione delle ripartizioni della circoscrizione (ridotte, durante l’esame alla Camera, a 2 per l’aula di Montecitorio e a 1 “mondo” per il Senato).

Secondo fonti di maggioranza, non ci si sarebbero stati confronti invece sulla possibilità di rivedere la norma “taglia-cespugli” inserita, a firma di FI, durante l’esame alla Camera (che esclude dal calcolo del risultato di coalizione le liste rimaste al di sotto della soglia di sbarramento e non ripescate).

Infine, si apprende, i gruppi si sarebbero confrontati sul tema del ballottaggio, anche su stimolo di quanto espresso dal senatore di FdI Marcello Pera, già presidente del Senato, ieri in commissione Affari costituzionali a Palazzo Madama (il senatore, si legge nel resoconto, ne ha sostanzialmente “sostenuto l’introduzione”, “indicandone i numerosi vantaggi in termini di riduzione della frammentazione parlamentare e formazione di maggioranze di Governo certe”).

Pur non essendoci preclusioni ideologiche, nessun gruppo di maggioranza sarebbe al momento intenzionato a reintrodurlo (il ballottaggio era infatti presente nella prima versione del testo Bignami), per “difficoltà tecniche” al momento difficili da superare (come la possibilità che il ballottaggio riguardi una sola camera) ed “esiti imprevedibili” (come la possibilità di mancare comunque la maggioranza).

Sulle chance relative al sostegno dell’emendamento, gli esponenti di diversi gruppi di maggioranza si dicono ad ora fiduciosi, in quanto si ritiene che le preferenze – pur nella formulazione proposte – possano contribuire al rispetto dei profili di costituzionalità del testo.

Confronto anche sulle tempistiche. Al Senato il termine emendamenti in 1a è fissato per il 1 settembre. Secondo quanto stabilito, l’approdo in aula è atteso per mercoledì 9 settembre, con voto finale il 15. La maggioranza, secondo quanto si apprend, punterebbe a un ritorno alla Camera e a una chiusura della terza lettura (che avverrà con fiducia) entro fine settembre, massimo inzio ottobre. (Public Policy) MAR-GAV

(foto cc Palazzo Chigi)