di David Allegranti
ROMA (Public Policy) – In missione per conto di Trump. I Blues Brothers direbbero per conto di qualcun altro, ma è sempre meglio non dare idee al presidente degli Stati Uniti, che già si raffigura nei meme come un novello Gesù Cristo. Marco Rubio, segretario di Stato, questa settimana arriverà in Italia e farà un giro fra Vaticano e Roma, per incontrare Papa Leone XIV e il cardinale Segretario di Stato Pietro Parolin (7 maggio) e successivamente il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto (8 maggio). Non è chiaro invece se vedrà anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni; il Corriere della Sera riferisce di un’apertura di Palazzo Chigi, purché sia lo stesso Governo statunitense a richiedere l’incontro.
I rapporti fra Stati Uniti e Italia si sono incrinati nelle settimane scorse, Meloni è rea, secondo Trump, di aver difeso il Papa e la Nato. Anche i rapporti col Vaticano non sono un granché, dopo le parole del presidente statunitense contro Leone XIV: “Non sono un suo grande fan”, è un “debole e pessimo nella politica estera. Preferisco di gran lunga suo fratello Louis che è totalmente Maga. Lui ha capito tutto”. Persino J.D. Vance, cattolico convertito dal 2019, ha difeso Trump. La pubblicazione del meme trumpiano nei panni di Gesù? Uno scherzo, che sarà mai. Peccato che sia giudicato “blasfemo” da esponenti cattolici di rilievo nel dibattito pubblico statunitense.
Sulla prestigiosa rivista The Lamp, una sorta di New Yorker cattolico, il direttore Matthew Walther ha pubblicato un articolo dal titolo “Donald Trump è l’Anticristo?”. “Non sto dicendo che Trump sia l’Anticristo”, ha detto Rod Dreher, scrittore conservatore che ha partecipato al battesimo cattolico del vicepresidente Vance prima che entrasse in politica, al Wall Street Journal. “Ma sta irradiando lo spirito dell’Anticristo, senza dubbio”. Il pastore Douglas Wilson, cofondatore della denominazione calvinista conservatrice a cui appartiene il segretario alla Difesa Pete Hegseth, ha definito l’immagine “blasfema”. I cristiani conservatori si sono schierati con Trump negli ultimi anni, nonostante i dubbi iniziali, restandogli accanto durante due procedimenti di impeachment e tre elezioni.
Trump, a sua volta, ha mantenuto le promesse elettorali fatte loro, nominando giudici della Corte Suprema che hanno contribuito a ribaltare la sentenza Roe v. Wade. “Trump sembra ritenere che, essendo il papa statunitense, debba in qualche modo rispondere ai suoi diktat. È un ragionamento semplicistico, che non tiene conto del fatto che il potere non è solo verticale, ma è fatto di equilibri, relazioni, dimensioni simboliche e universali”, ha osservato il professor Pasquale Annicchino a Formiche. Trump però “non riesce a comprendere che il papa esercita una missione universale, che travalica le logiche nazionali. Pensare di ricondurlo a una dinamica interna statunitense è un errore di fondo”. Il cardinale Joseph Tobin, Arcivescovo di Newark, nelle settimane scorse ha spiegato nel corso di un’intervista alla popolare trasmissione 60 minutes che Papa Leone “è il pastore del mondo. Non è un opinionista. Quindi la differenza è che non si pronuncerà su tutto, ma si pronuncerà su ciò che è importante”.
L’incontro in Vaticano con Rubio parte da questo recente scambio e per il segretario di Stato non sarà semplice ricucire lo strappo. Premesse analoghe anche per l’incontro con il Governo italiano, dove senz’altro non sarà passata inosservata la conciliante intervista di Breitbart – pubblicazione organica al movimento MAGA – a Matteo Salvini, leader della Lega. Un’intervista, riferisce il giornale online, rilasciata a febbraio, durante le Olimpiadi invernali. “La battaglia legale che Salvini sta conducendo in Italia sul tema dell’immigrazione è molto simile a quella di Trump contro i giudici liberali in materia. Quando gli è stato chiesto se avesse qualche consiglio da dare a Trump, ha risposto che non crede che Trump ne abbia bisogno, perché sta vincendo da solo”, scrive Breitbart. “Non credo che il presidente Trump abbia bisogno dei miei consigli, anche perché ha un confine molto più lungo, ed è terrestre, il che lo rende più difficile ma allo stesso tempo anche più facile da gestire’, ha detto Salvini a Breitbart News: “Le immagini che sono uscite sono davvero impressionanti. Non so come i media negli Stati Uniti trattino il tema dell’immigrazione, perché in Italia quasi tutti sono contro la nostra linea”.
I rapporti tra l’Italia e gli Stati Uniti “sono eccellenti, anche se l’intero sistema mediatico italiano cerca di dipingere il presidente Trump come instabile. Non solo il sistema di sinistra — anche nei cosiddetti media moderati e di centro-destra, gli attacchi al presidente Trump sono quotidiani”. Insomma, ha detto ancora Salvini, “ringrazio il presidente Trump per il coraggio e per le basi culturali che sta dando a un progetto economico e politico, perché è fondamentale dare un fondamento culturale, basato sui valori e sugli ideali — altrimenti tutto passa”, ha detto Salvini. “Mi sembra che questa sia la differenza tra il primo e il secondo mandato del presidente Trump: che ora ci sia molta più attenzione, anche con figure come Vance, su un profondo contesto culturale e non solo su questioni economiche superficiali. È quello che anche noi stiamo cercando, con difficoltà, di fare. Siamo stati gli unici a sostenere apertamente il presidente Trump, sia nel primo che nel secondo mandato”.
L’intervista è stata fatta a febbraio, ma è uscita adesso, proprio nella settimana in cui Rubio arriva in Italia. Forse non è un caso. E forse non è un caso che Steve Bannon, già co-fondatore di Breitbart e già capo stratega della Casa Bianca, da mesi ripeta che “Giorgia Meloni non è un ponte per l’America con l’establishment politico europeo”. Chissà se qualcuno, anche soltanto distrattamente, chiederà che cosa hanno in mente Bannon e i suoi quando si occupano dell’Italia. (Public Policy)
@davidallegranti
(foto cc White House)





