Italia-Usa, la destra MAGA ha bisogno di nuove sponde

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di David Allegranti

ROMA (Public Policy) – Manca sempre meno alle elezioni di midterm di novembre e Donald Trump rischia di perderle. Dopo 475 giorni di mandato, il tasso di approvazione è crollato di 21 punti e continua a scendere. Secondo le rilevazioni pubblicate dall’Economist, solo il 36 per cento degli statunitensi approva l’operato del loro presidente, il 57 lo disapprova e il 6 per cento non ne è sicuro. Nel frattempo, la guerra in Iran – quella che Trump non doveva neanche iniziare – prosegue. Nell’ultima offerta il Governo iraniano, come rivelato dal Wall Street Journal, avrebbe proposto la cessazione dei combattimenti e una riapertura graduale dello Stretto di Hormuz parallelamente alla cancellazione del blocco navale e delle sanzioni imposte dall’amministrazione Trump. Il presidente statunitense ha tuttavia risposto in maniera negativa.: “Non mi piace affatto: È ASSOLUTAMENTE INACCETTABILE!”, ha scritto domenica su Truth Social.

Trump non ha molto tempo per provare a vincere le elezioni di midterm. Forse è per questo che sta cercando di riportare il dibattito pubblico tutto sul fronte interno, come testimonia anche la nuova strategia antiterrorismo degli Stati Uniti, pubblicata nei giorni scorsi. Gli Stati Uniti si trovano di fronte a tre principali tipi di gruppi terroristici, dice il documento della Casa Bianca. Narcoterroristi e bande transnazionali; terroristi islamici tradizionali; estremisti violenti di sinistra, inclusi anarchici e antifascisti. Alcune di queste definizioni sembrano essere molto aleatorie. Il terrorismo islamico tradizionale è riconoscibile e identificabile, certamente. Ma gli “estremisti violenti di sinistra”, inclusi anarchici e antifascisti, come sono organizzati? Non sono un gruppo strutturato, per quanto i violenti – a sinistra come a destra – esistano. Il dissenso radicale interno insomma esiste ma la Casa Bianca guidata da Trump mette sullo stesso piano i terroristi che hanno attaccato gli Stati Uniti l’11 settembre 2001 e la sinistra radicale che contesta l’attuale Amministrazione.

In un altro passaggio, invece, si analizza il ruolo dell’Europa sul fronte della lotta alle minacce terroristiche. Il paragrafo dedicato agli europei testimonia l’ambivalenza del pensiero trumpiano sul Vecchio Continente. Soprattutto dopo i reiterati attacchi della Casa Bianca verso il Governo italiano: “I paesi europei restano i nostri partner principali e di lunga data nella lotta al terrorismo. Il mondo è più sicuro quando l’Europa è forte, ma l’Europa è fortemente minacciata ed è sia un obiettivo del terrorismo sia un terreno fertile per le minacce terroristiche”. I terroristi spesso cercano di attaccare “le nazioni europee per minare le loro istituzioni democratiche e i loro legami con gli Stati Uniti. Eppure, un conglomerato di attori malvagi – al-Qaeda, l’ISIS, i cartelli e attori statali – ha sfruttato liberamente le frontiere deboli dell’Europa e le risorse antiterrorismo ridotte per trasformare l’Europa in un ambiente operativo permissivo dove tramare contro europei e americani. È inaccettabile che ricchi alleati della NATO possano fungere da centri finanziari, logistici e di reclutamento per i terroristi”. L’Europa ha ancora la possibilità “di cambiare il proprio destino individuale e collettivo in materia di antiterrorismo se riconosce la minaccia reale e agisce subito”.

Ma chi è responsabile di questa situazione? “L’immigrazione di massa incontrollata è stata il motore che ha alimentato il terrorismo. L’Europa può tornare ad essere forte se riscopre i principi tradizionali della libertà di espressione, avvia un dialogo sincero sull’islamismo, dedica risorse sufficienti per contrastare il terrorismo e le minacce dei cartelli all’interno dei propri paesi, e poi condivide attivamente le proprie informazioni di intelligence a livello globale e sposta il baricentro della lotta al terrorismo per assumersi una maggiore responsabilità della propria sicurezza”. Non è una novità. Il giudizio della Casa Bianca nei confronti dell’Europa è sempre stato molto duro. Solo che adesso Trump ha trovato il verso di ingrossare il fronte di chi è critico nei suoi confronti.

Le accuse nei confronti di Meloni hanno lasciato il segno e la recente visita del segretario di Stato Marco Rubio non è servita a granché. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia sembrano aver raggiunto la consapevolezza che di Trump non ci si possa (più) fidare. Oltretutto i suoi ideologi – anche gli ex, come Steve Bannon – sembrano puntare sugli avversari interni della leader del governo, vale a dire la Lega di Matteo Salvini. Questo mercoledì, Kevin Roberts, presidente del think tank conservatore Heritage Foundation, terrà alla Camera un keynote speech su “Europa e relazione transatlantica”, alla presenza del deputato leghista Giulio Centemero, presidente dell’Assemblea parlamentare del Mediterraneo (Pam), che di recente ha presentato a un gruppo di politici e di docenti degli Stati Uniti – a nome del Sandwich Club, think tank fondato dallo stesso Centemero – i punti di forza delle istituzioni italiane in materia di difesa e tecnologia. La destra MAGA ha bisogno di nuove sponde. (Public Policy)

@davidallegranti