Legge elettorale, è arrivato il testo-bis: soglia premio al 42%

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ROMA (Public Policy) – È stato presentato mercoledì 27 maggio in commissione Affari costituzionali alla Camera il testo-bis della proposta di riforma della legge elettorale depositata dal centrodestra a prima firma del capogruppo di FdI Galeazzo Bignami.

Il ‘Bignami bis’, ora all’esame del Centro studi, introduce alcune novità. In particolare, la modifica interviene – come annunciato – sulla soglia per l’attribuzione del premio, che passa dal 40 al 42% e sul tetto massimo dei seggi raggiungibili da una coalizione in ciascuna Camera, prevedendo un coordinamento tra le due e una distribuzione proporzionale in caso di mancato raggiungimento della soglia.

Nella nuova proposta è saltata anche la previsione del ballottaggio e si è rafforzata l’obbligatorietà – comunque già prevista in precedenza – dell’indicazione del nome del candidato alla presidenza del Consiglio.

A cambiare è però anche il perimetro dell’intervento normativo: entrano infatti nella pdl-bis i principi per una riforma del voto degli italiani all’estero (tema incluso nella discussione generale ma escluso dalla precedente pdl) e restano esclusi, invece, gli interventi per la raccolta digitale delle firme per la presentazione delle liste (prevista dal testo base Magi, +Eu) e la disciplina del voto fuori sede (regolamentata dall’articolo 5 della pdl del M5s a prima firma di Emma Pavanelli). Entrambe le pdl erano invece state abbinate al testo Bignami in commissione, erano state oggetto di audizioni e, dunque, ci si attendeva rientrassero nel testo.

Il Bignami-bis è infatti stato proposto dai relatori Nazario Pagano (FI), Angelo Rossi (FdI), Igor Iezzi (Lega) e Alessandro Colucci (Nm) come testo base e la sua adozIone, hanno denunciato dal Pd, rischierebbe di escludere arbitrariamente i due argomenti dal perimetro normativo (in cui erano invece stati inclusi con deliberazione della commissione). Al momento, ha spiegato il relatore FdI, “è stata questa la scelta”. Rossi ha però sottolineato che si potrà comunque intervenire in fase emendativa.

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 MAR

(foto cc Palazzo Chigi)