Dlgs Incentivi in Cdm: le modifiche dopo il passaggio in Parlamento

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ROMA (Public Policy) – Il Consiglio dei ministri di lunedì pomeriggio ha approvato in via definitiva il dlgs sugli incentivi, dopo il passaggio nelle commissioni Attività produttive della Camera e Industria del Senato.

Il provvedimento era all’ordine del giorno del Cdm del 16 giugno, ma il via libera è stato rinviato. Il testo recepisce le osservazioni avanzate dalle commissioni. La maggioranza, in particolare, ha chiesto “una riformulazione del testo” per chiarire quali siano gli incentivi che confluiranno nel Fondo per la crescita sostenibile (Fsc) e ha auspicato che “le disposizioni di abrogazione e le modalità di confluenza delle risorse provenienti dalle diverse misure interessate” siano definite “già in questo decreto legislativo” senza “demandare, in toto, la disciplina in questione ad un provvedimento successivo”.

Il riferimento è all’articolo 9 dello schema di dlgs che, infatti, rimanda alla prossima legge di Bilancio la definizione delle modalità con cui opera il Fondo e degli stanziamenti annuali di ciascuna sezione del Fondo stesso. Nell’osservazione inserita dalla maggioranza nel parere votato dalle commissioni si sottolinea come definire nel dlgs le modalità operative con cui avverrà la razionalizzazione (senza quindi aspettare la prossima legge di Bilancio) consentirebbe di “attuare compiutamente il mandato della legge delega, nonché degli obiettivi previsti dal Pnrr”.

Nel parere approvato dalla commissione Attività produttive di Montecitorio, a differenza di quello approvato dalla 9a di Palazzo Madama, si chiede al Governo anche di valutare “l’opportunità, compatibilmente con gli equilibri di finanza pubblica, di ampliare – anche con futuri provvedimenti – gli investimenti agevolabili includendo anche i software e i cloud quali strumenti essenziali per accelerare la digitalizzazione”. (Public Policy) GPA