Le parole di Trump e i calcoli dei suoi (ex) amici

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di David Allegranti

ROMA (Public Policy) – Donald Trump è presidente per la seconda volta da 518 giorni, compreso oggi. Il suo tasso di approvazione, riferisce l’Economist, è del 38 per cento (il 59 per cento degli statunitensi lo disapprova, il 5 per cento non ne è sicuro); sono 20 punti in meno rispetto all’inizio del secondo mandato. Negli ultimi mesi lo hanno mollato youtuber e podcaster influenti ed eccellenti (Joe Rogan, Tucker Carlson). La sua fan base invece, quella disposta a credere che il 6 gennaio 2021 fosse giusto assaltare Capitol Hill per rimediare a un torto subito (lo scippo elettorale ai suoi danni compiuto da Joe Biden e soci democratici), è sempre con lui. Magari mugugna o s’adonta perché i principi dell’“America First” vengono messi a dura prova da chi avrebbe dovuto praticare l’isolazionismo e invece sembra essere il nuovo sceriffo del mondo, ma se c’è da rispondere a una chiamata di quello che pubblica i meme in cui sembra Gesù Cristo, ecco, tutto torna al suo posto.

Trump mantiene dunque saldo il controllo sul Partito Repubblicano, come dimostrano le sconfitte nelle recenti primarie dei candidati repubblicani anti-Trump in Louisiana e Kentucky. All’estero però mette a dura prova la sua fan base, anche là dove c’è grande fidelizzazione. È il caso dell’Italia, dove il recente scontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha superato abbondantemente il livello di guardia. Trump – ormai lo ha imparato a conoscere anche il più distratto dei terrestri – non sceglie i suoi avversari con accuratezza e usa un criterio piuttosto primitivo: chiunque critichi le sue azioni, o non segua alla lettera le sue indicazioni, è un nemico. Papa compreso, come accaduto di recente. Dunque non devono stupire nemmeno gli attacchi alla leader di Fratelli d’Italia, che ha scelto di non incassare ma di rispondere alle provocazioni del presidente Usa.

Il clima dunque non sarà piacevole al vertice della Nato in programma il 7 e l’8 luglio ad Ankara, in Turchia. Nel frattempo si cerca una inevitabile ricomposizione: Trump sarà pure imprevedibile nel suo bullismo politico quotidiano, ma l’Italia – è un concetto che la presidente del Consiglio ripete spesso – non può permettersi, come l’Europa, di interrompere le relazioni con gli Stati Uniti. A prescindere da chi è il presidente. Alcune prese di posizione però sono state immediate. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha annullato la visita negli Usa, dunque non avrà luogo il Forum imprenditoriale e scientifico previsto a Miami, al quale avrebbe dovuto partecipare anche il segretario di Stato Marco Rubio. “Il ministero degli Esteri – riferisce la Farnesina – aggiornerà le imprese e le associazioni di categoria su future iniziative di partenariato economico bilaterale con gli Stati Uniti”.

Le parole di Trump hanno avvilito anche alcuni suoi sostenitori di vecchia data. “Proprio perché ho sempre cercato di difenderlo, oggi faccio fatica a trovare le parole”, ha detto venerdì George Guido Lombardi, un imprenditore di origini italiane e collaboratore di lunga data di Trump, che ha fatto da ponte informale tra la cerchia di Trump e alcune figure della destra europea, ha scritto il Wall Street Journal. Ha detto di essere “profondamente mortificato e rattristato” dal comportamento di Trump nei confronti di Meloni. Per il Financial Times la reazione della presidente del Consiglio arriva “proprio mentre la premier italiana si prepara per una battaglia elettorale in cui il suo stretto rapporto con il presidente degli Stati Uniti sta diventando sempre più un peso politico”.

Ci sarebbe dunque un calcolo politico. “Trump è un peso elettorale in Europa, anche a destra”, ha detto Stefano Stefanini, ex ambasciatore italiano presso la Nato. “Schierarsi ora nel campo anti-Trump può portarle qualche vantaggio elettorale”. Magari è vero, ma Meloni non potrà che cercare, ancora una volta, il maggior equilibrio possibile, perché come si scopre elettoralmente a destra ecco che arriva subito il generale in pensione Roberto Vannacci con una delle sue incursioni acchiappa-voti. (Public Policy)

@davidallegranti

(foto cc White House)