Twist d’Aula – Dal “Fronte della Gioventù” a “FdI per i pensionati”

0

di Massimo Pittarello

ROMA (Public Policy) – Dal “Fronte della Gioventù” a “Fratelli d’Italia per i pensionati” il salto è notevole, ma logico in un partito che sa contare i voti. Tra gli emendamenti presentati al dl Fisco all’esame della commissione Finanze del Senato, ne è stato depositato uno dai senatori Domenico Matera e Fausto Orsomarso che vorrebbe incentivare i titolari di pensione erogata da un ente previdenziale italiano a tornare in Italia, e più precisamente nei comuni sotto i 5mila abitanti, grazie a una flat tax del 4% della durata di 15 anni. Teoricamente, un modo per “ripopolare” le aree interne. In pratica, un messaggio politico in pieno contrasto con qualsiasi serio ragionamento sul “sostegno alle giovani generazioni”.

Secondo dati Inps, i pensionati italiani che ricevono il trattamento all’estero sono circa 675mila, in crescita dell’1,3% sul 2024. Tra il 2018 e il 2025 il flusso si è spostato verso Sud: Spagna +75%, Portogallo +141%, Tunisia addirittura +255%. In parallelo, sono crollate le presenze nei tradizionali paesi anglosassoni — Stati Uniti -40%, Australia e Canada oltre il -50% — segno che il fenomeno non è solo migrazione strutturale ma scelta fiscale di chi cerca regimi più convenienti. Il bacino effettivamente intercettabile dalla misura, secondo l’INPS, è il 27% del totale: le pensioni sopra i 25mila euro lordi, tre quarti delle quali pagate fuori dall’Ue. Ora, la precedente esperienza avviata dal 2019, quando il Governo Conte introdusse una flat tax del 7% per i pensionati esteri che si trasferivano nel Mezzogiorno, a distanza di sette anni non ha riscosso enorme successo, con solo qualche centinaio di adesioni.

Comunque, ammesso e non concesso che la misura funzioni meglio – e al netto di truffe di chi sposta fittiziamente la residenza per poi vivere altrove – l’effetto pratico sarebbe ingrossare le file della popolazione fuori dall’età da lavoro in un Paese dove questa è già la più alta in Europa. L’Italia ha il 25% di over 65, la fascia dei giovani non arriva al 12%, l’età media è di 49 anni contro i 45 della media europea. È un quadro demografico che già da solo rende fragile la sostenibilità del sistema pensionistico italiano, costruito su un meccanismo a ripartizione: i contributi degli attivi pagano le pensioni dei non attivi. Meno attivi, più pensionati, sistema in tensione strutturale.

Per quanto l’emendamento punti a sostenere l’economia dei piccoli centri, restano dubbi pesanti sulla sua efficacia. È difficile immaginare che pensionati abituati a vivere in Costa del Sol o sull’Algarve scelgano di trasferirsi in un comune appenninico sotto i 5mila abitanti, “svantaggiato” anche nei servizi essenziali. Ed è certo che, anche se ci riuscissero, sarebbero persone che peserebbero più degli altri sul sistema sanitario locale e sui servizi sociali, in contesti che proprio di quei servizi sono già carenti.

Se davvero si volesse usare la leva fiscale per ripopolare le aree interne, la platea dovrebbe essere quella dei lavoratori, possibilmente abbastanza giovani. La misura per i cosiddetti “lavoratori impatriati” esiste, ma negli ultimi anni è stata depotenziata e non è vincolata al trasferimento in piccoli centri urbani — dove in molti potrebbero andare a svolgere lavoro a distanza, modalità Canarie. Un trasferimento di lavoratori ancora attivi, potenzialmente in fase di costruzione familiare, porterebbe in quei borghi dinamicità reale, contribuirebbe alla previdenza, potrebbe rilanciare scuole e servizi che nel frattempo sono scomparsi. Molto più di quanto possa fare una popolazione che non versa contributi e domanda servizi.

Eppure si è scelto di puntare sui pensionati. In una fase pre-elettorale, premiare chi vota e non chi versa contributi è una scelta razionale dal punto di vista del consenso, decisamente meno dal punto di vista delle politiche economiche di lungo periodo. Anche perché, va ricordato, esperienze internazionali analoghe — Portogallo in primis — hanno mostrato controindicazioni significative: una popolazione di anziani non produttivi con buone disponibilità ha fatto salire i prezzi degli immobili e dei servizi nelle aree di destinazione, senza generare attività economica vera. È esattamente il contrario di quello che servirebbe a un borgo in via di spopolamento. (Public Policy)

@m_pitta