Ex Ilva, carburanti e bollo auto: Governo al lavoro su decreti e coperture

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ROMA (Public Policy) – Da venerdì scorso è in vigore il nuovo decreto varato dal Governo per contrastare il caro carburanti. Questa volta però si riduce il taglio delle accise che scende a 12,2 centesimi fino al 25 settembre e si dimezza a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. Cosa succederà dopo? Si ricorrerà ancora al meccanismo delle accise mobili. “Da quella data torniamo a riversare i maggiori proventi dello Stato per abbassare il più possibile il costo alla pompa”, ha spiegato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella conferenza stampa dopo il Cdm di giovedì.

Questo significa che serve ancora tempo prima di introdurre le annunciate misure “mirate” e “selettive” su cui il Governo lavora per abbandonare la strada perseguita da marzo ad oggi delle proroghe dei tagli. Ma la novità più rilevante del decreto legge riguarda l’esenzione del bollo auto e moto per i veicoli con potenza inferiore a 80 kW. La misura scatterà dal 2027 e, stando al decreto approvato in Cdm, riguarderà solamente il prossimo anno.

Almeno per ora, perché in realtà “la misura è pensata per essere strutturale, quindi definitiva”, ha detto Meloni. Il decreto approvato in Cdm prevede l’esenzione per il solo 2027, perché “per la copertura dei prossimi anni ci serve la legge di Bilancio e quindi lo faremo con la legge di Bilancio”, ha aggiunto la premier.

Allo stato attuale, secondo alcuni dati elaborati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, le persone in Italia con almeno un veicolo sotto gli 80 kW ammontano a oltre 24,6 milioni per un costo di circa 2,3 miliardi di mancati introiti per le Regioni alle quali però verranno trasferite pari risorse “a titolo di compensazione della riduzione del gettito”, recita la norma.

Con lo stesso decreto ha trovato spazio anche il rinvio dal 1° ottobre al 1° dicembre dell’entrata in vigore della tassa sui minipacchi extra Ue. Nel provvedimento, inoltre, arrivano anche 288 milioni per le borse di studio degli universitari e 150 milioni per la società Milano-Cortina.

Il Cdm di giovedì avrebbe dovuto anche approvare un decreto legge sull’ex Ilva. Il Governo in mattinata ne aveva anticipato il contenuto ai sindacati, ma alla fine si è deciso di temporeggiare. Almeno fino a quando la corte di Appello non si esprimerà sulla richiesta dei commissari di sospendere l’esecuzione del decreto sullo stop dell’area a caldo fino alla pronuncia della Cassazione sul ricorso contro il decreto della Corte d’Appello di Milano. L’udienza in Cassazione è fissata per il 20 ottobre.

Secondo il ministro Urso il decreto potrebbe approdare in Cdm questa settimana. Dentro, ha spiegato, ci sono misure a tutela dei lavoratori attraverso un nuovo modello di Cassa integrazione che non corrisponde alla Cig per cessazione dell’attività. In sostanza, si utilizzerebbe l’ammortizzatore unico emergenziale e non quello per cessazione dell’impresa.

Durante l’incontro con i sindacati, il sottosegretario Alfredo Mantovano ha spiegato che si tratterà di un provvedimento-ponte rispetto alla conclusione della gara. Il decreto consentirà anche l’avvio immediato di un processo di reindustrializzazione che coinvolga tutti i soggetti che hanno progetti e investimenti nell’area di Taranto, compresa la Difesa.

A tal fine, sarà rafforzato il ruolo dei Cis (Contratti istituzionali di sviluppo) e saranno previsti incentivi per le assunzioni. Inoltre, dovrebbe essere prevista anche “l’istituzione del distretto per l’accelerazione industriale nelle nuove tecnologie green, previsto nel nuovo nuovo regolamento europeo”, ha poi fatto sapere il ministro Urso. (Public Policy) GPA

(foto cc Palazzo Chigi)