ROMA (Public Policy) – Riprenderanno martedì, al termine dei lavori dell’assemblea – impegnata con i voti sul dl Piano casa – i lavori della commissione Affari costituzionali di Montecitorio sulla legge elettorale.
La scorsa settimana, la I ha approvato tre dei quattro emendamenti unitari presentati dalla maggioranza: quello – riformulato per evitare il voto disgiunto – relativo al computo dei voti in Trentino-Alto Adige e Valle D’Aosta (apprezzato dal Südtiroler Volkspartei ma contestato dall’Union Valdôtaine); quello per precisare che il premio è assegnato sulla base di liste circoscrizionali distinte e non sulla base di un unico listone nazionale e quello che ribadisce la tutela delle prerogative del presidente della Repubblica sia rispetto all’articolo 92 della Costituzione, sulla nomina del presidente del Consiglio, sia rispetto all’articolo 67, sull’assenza del vincolo di mandato, che dovrà restare in piedi anche con la nuova legge. Tutte respinte, accantonate o precluse le altre proposte emendative (la commissione ha esaminato un primo centinaio di emendamenti).
Giovedì, in Ufficio di presidenza, il presidente Nazario Pagano (FI) ha osservato come in circa 11 ore fossero state esaminate 10 proposte emendative, proponendo di introdurre un contingentamento dei tempi a 3 minuti per intervento, timing già applicato dal giorno stesso. La preclusione di una sessantina di emendamenti conseguenti all’ok alle proposte emendative del centrodestra ha però riaperto il dibattito, poi risolto con la garanzia, da parte di Pagano, di “non impedire un confronto nel merito”.
Ad infiammare l’esame in commissione soprattutto il tema delle preferenze: in settimana, infatti, diversi esponenti di Forza Italia, a cominciare dalla ministra per le Riforme Maria Elisabetta Alberti Casellati (FI) si sono espressi in maniera contraria sulla reintroduzione, posizione che sarebbe sostanzialmente condivisa dalla Lega. FdI, intanto, ha invece preannunciato che presenterà un emendamento in aula e lo stesso – secondo quanto affermato dal presidente Maurizio Lupi – farà Nm.
Gli emendamenti sulle preferenze già depositati in commissione, intanto, a cominciare da Futuro nazionale, sono stati al momento accantonati (mentre il deputato Lorenzo Cesa, eletto con la coalizione di maggioranza, già parte di Nm-Udc-Civici d’Italia e ora iscritto al gruppo Misto, ha ritirato tutti e 9 gli emendamenti presentati a sua firma, che prevedevano l’introduzione delle preferenze e il superamento delle liste bloccate).
Intanto, i capigruppo di opposizione alla Camera Chiara Braga (Pd), Riccardo Ricciardi (M5s), Luana Zanella (Avs), Maria Elena Boschi (Iv), Riccardo Magi (+Eu) e Matteo Richetti (Az) hanno scritto al presidente della Camera Lorenzo Fontana, chiedendo di rivedere il calendario per l’approdo in aula del testo. La questione di fiducia “pendente” sul dl Piano casa ha infatti impedito lo svolgimento delle sedute programmate per il weekend, con una conseguente ulteriore contrazione dei tempi. Per ora, l’orizzonte temporale rimane tuttavia quello di chiudere con il conferimento del mandato ai relatori in tempo utile per l’approdo in aula fissato dalla capigruppo per il prossimo venerdì, 26 giugno. (Public Policy) MAR




