di David Allegranti
ROMA (Public Policy) – Matteo Renzi pare aver capito che dietro la foto postprandiale del “blocco unico” Pd-M5s-Avs – per dirla con Francesco Boccia – forse potrebbe esserci una sontuosa fregatura per lui e Casa Riformista. E se qualcuno nel Campo Largo infatti stesse cercando di sostituire Matteo Renzi con Alessandro Onorato, assessore romano con varie deleghe, fresco inventore di Progetto Civico Italia (PCI)? Il sospetto sembra essere venuto all’ex presidente del Consiglio, che per la prima volta dopo un po’ di mesi relativamente sereni, desideroso com’era e com’è di rientrare saldamente nel Campo Largo, ha riacquistato un tono più pungente nei confronti dei potenziali alleati.
“Ho molta ammirazione per chi in questa fase è riuscito nel capolavoro politico di trasformare il centrosinistra unito e un centrodestra diviso in una divisione a sinistra”, ha detto Renzi su La7: “Voglio essere chiaro: Casa Riformista sarà sulla scheda elettorale come una lista di centrosinistra che porterà quello che ha fatto in questi anni contro il governo Meloni ed evitare che al Quirinale ci vada La Russa“. E Onorato? “Vuol fare una cosa a parte, con il proporzionale più ce ne sono meglio è. Non ho problemi: se vogliono parlare del passato, Conte può spiegare chi ha portato Salvini al ministero dell’Interno, se vogliamo giocare a chi è più di sinistra, ma guarderei più al futuro. Io devo portare al centrosinistra i voti di chi detesta Conte, Bonelli e Fratoianni”.
Per vincere servono tutti, ha detto ancora Renzi: “L’altra volta la Meloni ha vinto perché la sinistra era divisa. Chiedo agli altri: volete riconsegnare il Paese a Meloni? Io non ci sto. Se qualcuno preferisce mettere veti invece che prendere voti si sta sparando sui piedi”. Insomma Renzi è stato colto da un leggerissimo sospetto. Quanto può aver ragione? Goffredo Bettini, al quale Onorato piace molto, garantisce che non ci devono essere strategie antirenziane, figurarsi, l’inquadratura della foto va allargata e dentro ci deve stare anche l’ex segretario del Pd. Renzi? “Non lo escluderei. Nessuno verrà tagliato fuori a priori”, ha spiegato a Repubblica il segretario di +Europa Riccardo Magi: “Individueremo i punti programmatici comuni. Renzi valuterà se fare parte o meno della compagine”. Più netto Benedetto Della Vedova, sempre di +Europa, parlando a SkyTg24: “Diciamo che non avrei dubbi se lavorare con Onorato, persona rispettabilissima, o con Renzi. Io penso che +Europa innanzitutto debba lavorare con Renzi che è una cosa un filino più politica e con un perimetro riformista ed europeista”.
Il problema però è che Renzi deve andare bene al resto della coalizione, anzi, a quel “blocco unico” nel quale le resistenze anti-renziane sono consistenti. In ogni caso, è arrivata l’estate ed è ri-ri-ricominciato il dibattito “Renzi sì / Renzi no”. La politica italiana come il giorno della marmotta. (Public Policy)
@davidallegranti





