La crescita di Vannacci è un grosso problema per la coalizione

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di David Allegranti

ROMA (Public Policy) – L’imminente arrivo di settembre regala – si fa per dire – alla destra Roberto Vannacci all’8 per cento, secondo l’ultimo sondaggio firmato da BiDiMedia per l’Aria che tira, su La7. Futuro Nazionale avrebbe dunque superato anche Forza Italia, ferma al 7,3 per cento. La Lega invece ormai sarebbe al 4,8 per cento. La crescita del generale (più 0,9 per cento rispetto all’ultima rilevazione del 6 agosto) si sta rivelando un grosso problema per la coalizione di destra-centro, soprattutto per Giorgia Meloni, che a un certo punto dovrà decidere che cosa fare. Se nel Campo largo il problema principale sono le primarie (farle o non farle, questo è il dilemma), a destra i dubbi vertono sulla presenza del generale in pensione nell’alleanza.

I contrari abbondano, anche se le parole di Edmondo Cirielli, viceministro degli Esteri (Fratelli d’Italia), hanno provocato più di una reazione: “Mi auguro che si possa governare insieme a Vannacci. Se loro vogliono governare con noi, non vedo perché dovremmo escluderli”, ha detto Cirielli. Parla a titolo personale, è stata la puntualizzazione del partito di Meloni, che non vuole cedere, almeno per il momento, su Vannacci. A destra infatti molti ricordano in continuazione i voti contrari di Futuro nazionale in parlamento ai provvedimenti del governo. Come a dire che certe alleanze e certe armonie non si inventano dall’oggi al domani. Soprattuto quando sui valori non negoziabili non si è d’accordo, vedi la politica estera.

Vannacci comunque rischia di condizionare pesantemente la linea politica della destra pur non facendo parte della coalizione. Soprattutto rischia di incidere nell’andamento di Lega e Forza Italia. Il partito di Matteo Salvini sembra destinato a radicalizzarsi in vista delle prossime elezioni politiche, anche se prima dovrà risolvere la linea di frattura che lo attraversa e che riguarda la leadership e la gestione del Carroccio. Da una parte ci sono i nordisti (Luca Zaia, Massimiliano Fedriga, Attilio Fontana) non molto soddisfatti delle performance leghiste di questi ultimi anni, dall’altra parte c’è Salvini asserragliato nel suo fortino. Impensabile una sostituzione del capo della Lega, proprio oggi, a pochi mesi dalle elezioni, anche se qualcuno lo vorrebbe.

Sotto pressione, anche se per motivi diversi, Forza Italia. Mentre Vannacci spinge la Lega a radicalizzarsi a destra, per il partito fondato da Silvio Berlusconi le pulsioni procedono in direzione opposta, verso una maggiore e ulteriore liberalizzazione. Gli esiti, dal punto di vista del dibattito interno, sono però discutibili. Forza Italia un tempo non era scalabile dal basso perché c’era Silvio Berlusconi e quindi nessuno osava mettere in discussione la leadership del demiurgo del centrodestra; ora invece si scopre che è scalabile dall’alto perché i figli di Berlusconi hanno stabilito che Antonio Tajani si deve fare da parte. Al suo posto, magari, Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, che però regolarmente smentisce, anche se chiede, con altrettanta regolarità, un cambio di passo.

La nuova fase e la vecchia fase di Forza Italia, quando c’era ancora il Berlusconi senior, hanno in comune un elemento: l’assenza di una vera rivalità politica interna. I giovani di Forza Italia non hanno mai voluto prendere il potere perché il parricidio politico, ovvero la rottamazione dei padri e dei capi, non è mai stata contemplata. La politica tuttavia è naturale competizione per il potere. Gli ex volti nuovi di Forza Italia nel frattempo sono invecchiati, quelli troppo nuovi non hanno spazi politici adeguati. Non li hanno mai cercati, non sono culturalmente attrezzati a contestare lo status quo. E lo svecchiamento di un partito non si fa e non si guida dall’alto.

Tra molte difficoltà a destra, insomma, l’unico che sorride è al momento il generale, che alle suppletive a Reggio Calabria (27-28 settembre) candida Domenico Giannetta, fin qui capogruppo di Forza Italia in regione. Riuscirà a battere il candidato del centrodestra? (Public Policy)

@davidallegranti

(foto cc Palazzo Chigi)