di Giuseppe Pastore
ROMA (Public Policy) – L’esenzione dal pagamento del bollo auto diventa “strutturale” con la legge di Bilancio, ma resta limitata ai veicoli fino a 80 kW come previsto dal dl Bollo auto varato dal Governo a metà settembre. Lo conferma Palazzo Chigi nel comunicato diffuso dopo l’approvazione del disegno di legge di Bilancio.
Nessun intervento, quindi, per estendere l’esenzione anche alle famiglie numerose, come chiedeva il presidente della commissione Finanze della Camera Marco Osnato (FdI), primo firmatario di un emendamento al dl Bollo auto che puntava, appunto, ad estendere l’esenzione alle famiglie “con più di tre figli, di cui almeno uno minorenne”, riconoscendo per il 2027 un “contributo”, pari alla spesa sostenuta per il bollo, fino a un massimo di 490,20 euro per i veicoli fino a 160 kW omologati “da sei a nove posti”.
“Un’analoga misura sarà contenuta nel disegno di legge di Bilancio”, ha detto ieri Osnato durante le votazioni in commissione. “Credo riguarderà i veicoli fino a 133 kW”, la sua previsione. È per questo che l’esponente di FdI ha deciso di ritirare la sua proposta esprimendo, tuttavia, “il proprio rammarico, in quanto tale circostanza pone inevitabilmente il Parlamento in posizione di secondo piano rispetto al Governo”, si legge nel resoconto della seduta di ieri.
Allo stesso modo, anche Azione ha ritirato due suoi analoghi emendamenti. Mentre è decaduto quello promosso da Noi moderati a causa dell’assenza del proponente in commissione.
Pure Forza Italia aveva intenzione di ritoccare l’intervento. Con due emendamenti, infatti, gli azzurri avrebbero voluto estendere la potenza massima dei veicoli che possono godere dell’esenzione dal pagamento del bollo auto nel 2027.
Un primo emendamento chiedeva di estendere a 85 kW la potenza massima dei veicoli, ma solo “se il veicolo è di categoria Euro 6”. La seconda proposta di modifica, invece, chiedeva di innalzare da 80 a 81 kW la potenza dei veicoli che potranno usufruire dell’esenzione. Entrambi però sono stati ritirati la scorsa settimana.
Per il resto il decreto è rimasto quasi immutato. In un primo momento il testo (che ha anche rinnovato lo sconto sulle accise fino al 5 ottobre) è stato considerato un canale normativo adatto per alleviare la situazione degli autotrasportatori. Tanto che la scorsa settimana il Governo ha depositato un emendamento per stanziare 126,4 milioni di euro a favore del credito di imposta per l’acquisto di gasolio effettuato da marzo ad oggi dagli autotrasportatori.
La proposta normativa però è stata ritirata proprio mercoledì, ultimo giorno di voti in commissione. L’intervento, infatti, alla fine è confluito nel dl Autotrasporto che ha destinato 66,4 mln per le spese sostenute da marzo ad agosto e 60 mln per quelle sostenute dal 1° settembre al 5 ottobre. Risorse alle quali si aggiungono i contributi a fondo perduto riservati alle imprese agricole (60 milioni di euro) e a quelle della pesca (altri 10 milioni).
Tra le pochissime modifiche apportate in commissione, c’è l’emendamento della relatrice Mariangela Matera (FdI) che autorizza “gli enti territoriali interessati” a trasferire alla Fondazione ‘Milano-Cortina 2026’ un “contributo anche accedendo ai fondi accantonati a garanzia”. A tal proposito, si ricorda che il decreto già trasferiva alla Fondazione una somma pari a 150 milioni di euro “al fine di garantire l’equilibrio di bilancio” della Fondazione stessa.
Via libera, infine, ad altri tre emendamenti della relatrice che, recependo le condizioni della commissione Bilancio, hanno rimodulato alcune coperture. Il decreto adesso è atteso nell’aula della Camera martedì 3 novembre per la discussione generale. (Public Policy) GPA





