Il ddl Nucleare approda in aula alla Camera: cosa prevede

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ROMA (Public Policy) – Arriva nell’aula di Montecitorio il disegno di legge di delega sul nucleare. Mercoledì scorso si è concluso l’iter nelle commissioni riunite Ambiente e Attività produttive, con l’approvazione di vari emendamenti di maggioranza e di pochi (nell’ordine di 4/5) delle opposizioni.

Prima di conferire il mandato ai relatori a riferire in assemblea, le due commissioni hanno approvato un emendamento di recepimento di una condizione formulata dal Comitato per la legislazione che interviene sull’eventuale secondo parere parlamentare reso dalle commissioni permanenti sugli schemi di decreto legislativo.

Il testo base del provvedimento, nel delineare il procedimento di adozione dei decreti legislativi, prevede che l’eventuale “secondo” parere parlamentare (ossia il parere previsto nel caso in cui il Governo non intenda conformarsi al “primo” parere sugli schemi di decreto legislativo reso dalle commissioni permanenti) sia espresso sulle “osservazioni del Governo”.

Con il recepimento della condizione formulata dal Comitato per la legislazione si prevede invece che le commissioni si pronuncino – anche nel secondo passaggio – sui testi nel loro complesso e non solo sulle osservazioni del Governo.

Tra gli emendamenti approvati, con una riformulazione di due emendamenti di maggioranza (a firma del deputato FdI Mauro Rotelli e del deputato FI Francesco Battistoni) e Partito liberaldemocratico (Luigi Marattin) viene previsto che la disciplina relativa alla localizzazione di impianti di stoccaggio temporaneo o di smaltimento definitivo dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito “contempli la possibilità di autocandidature”, garantendo altresì “la sottoposizione a nuove procedure di valutazione ambientale strategica di eventuali strumenti di pianificazione che riguardino aree eleggibili per la localizzazione degli impianti medesimi”.

Con la riformulazione di alcuni emendamenti di maggioranza viene soppresso il passaggio della legge delega nel quale si specifica che la produzione di energia da fonte nucleare sostenibile nel territorio nazionale, che sarà disciplinata attraverso i successivi dlgs, sarà finalizzata anche alla “produzione di idrogeno”.

Con alcuni emendamenti bipartisan si prevedono “misure compensative ambientali e territoriali, anche di carattere economico” per i territori interessati dalla localizzazione dei nuovi impianti di energia nucleare. Tali misure saranno stabilite “in sede di rilascio del titolo abilitativo” con “oneri a carico” del soggetto abilitato.

Sempre con una riformulazione di alcuni emendamenti bipartisan si chiede di valorizzare, ove possibile, “le filiere nazionali ed europee” nell’individuazione delle tecnologie nucleari che saranno utilizzate per i futuri impianti.

Con un emendamento del gruppo delle Minoranze linguistiche si prevede invece che le disposizioni contenute nel provvedimento e nei futuri decreti legislativi siano “applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione”. (Public Policy) GIS